Ringrazio chi vorrà continuare a leggermi,
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alla voce 'guida per inesperti',
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Copiare é dura, ma la notizia é troppo ghiotta
Messaggero Veneto - cronaca di Udine - sabato 21 marzo 2009
collegamenti: pacchetto; sintesi; messaggero; decreto-legge
SI’! SIAMO TUTTI MOSTRI
Nel precedente post ponevo al questione in termini dubitativi.
Ora so che sì, siamo tutti mostri.
Ma andiamo per ordine; anche i mostri ne hanno uno.
Dal sito dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazioni (ASGI)
Ieri ne ho dato notizia nel mio precedente post, precipitosamente certo, ma quando ho ricevuto la notizia di cui riprendo l’esame mi sono sentita crollare le ultime, residue, pietose (verso di me) convinzioni di vivere in uno stato di diritto.
E se lo stato di diritto abbiamo buttato, approfittando del consenso che paga chi devasta i diritti dei soggetti a debole contrattualità, siamo tutti mostri.
Riprendo la notizia, come riferita dall’Asgi.
”Le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime.
I minori che non saranno registrati alla nascita, infatti, resteranno privi di qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni: bambini invisibili, senza identità, e dunque esposti a ogni violazione di quei diritti fondamentali che ai sensi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza devono essere riconosciuti a ogni minore. Ad esempio, in mancanza di un documento da cui risulti il rapporto di filiazione, molti di questi bambini non potranno acquisire la cittadinanza dei genitori e diventeranno dunque apolidi di fatto. Per tutta la vita incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi istituzione, inclusa la scuola. Proprio a causa della loro invisibilità, saranno assai più facilmente vittime di abusi, di sfruttamento e della tratta di esseri umani.
In secondo luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno, essendo a quest’ultimi impedito il riconoscimento del figlio, e che in tali casi venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello stato d’abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere separati dai loro genitori, in violazione del diritto fondamentale di ogni minore a crescere nella propria famiglia (ad eccezione dei casi in cui ciò sia contrario all’interesse del minore), sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalla legislazione italiana.
E’ probabile, infine, che molte donne prive di permesso di soggiorno, temendo che il figlio venga loro tolto, decidano di non partorire in ospedale. Anche in considerazione delle condizioni estremamente precarie in cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli elevatissimi rischi che questo comporterebbe per la salute sia del bambino che della madre, con un conseguente aumento delle morti di parto e delle morti alla nascita”.
Ripercorrendo la strada delle norme
Il Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) prevede che (art. 6 comma 1): “Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, lavoro autonomo e familiari può essere utilizzato anche per le altre attività consentite”.
E al comma 2 precisa che “i documenti inerenti al soggiorno ..., devono essere esibiti agli uffici della pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero” “fatta eccezione per i provvedimenti ... inerenti agli atti di stato civile o all'accesso a pubblici servizi”.
Ne possiamo dedurre che oggi, quando debba occuparsi di faccende inerenti gli atti di stato civile (quindi registrazioni di matrimoni, nascite, morti, come elenca l’ASGI nella citazione sopra riportata) lo straniero non deve presentare il permesso di soggiorno e quindi anche i sans papier possono accedere alle richieste conseguenti tali atti. E siamo ancora a questo punto, nonostante gli scenari cupi che l’effetto annuncio ci consente di prevedere a seguito del nuovo testo che nasce da una modifica di difficile leggibilità per i non esperti
Cerchiamo di decodificarlo perché conoscere é ancora un diritto (o non più?).
Il ddd.733 –ossia l’infame pacchetto sicurezza- alla lettera f) del comma 1 dell’art. 45 propone: “all’articolo 6, comma 2, le parole: «e per quelli inerenti agli atti di stato civile o all’accesso a pubblici servizi» sono sostituite dalle seguenti: «e per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35»”.
Quindi – se il pacchetto passerà come previsto – non sarà più possibile per il sans papier accedere alla richiesta di atti di stato civile senza presentare il permesso di soggiorno. E come farebbe a presentare il permesso di soggiorno chi, per definizione, non ce l’ha?
Quando però si presentasse a sportelli preposti ad attività sanitarie potrà farne a meno, ma, nel momento stesso in cui non dovrà esibire il permesso di soggiorno, si esporrà al rischio della delazione (e l’attività di possibili medici spie non sarà certo eliminata dalle proteste di correttezza di colleghi che rispettano la loro professione).
Ne ho scritto ben più di venti volte, ma qui ripeto quali sono i servizi assicurati (anche nel pacchetto sicurezza, conformemente all’art. 35 del Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) ai ‘sans papier’ disposti a sfidare le attività di spionaggio concesse nei pubblici servizi
”Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono, in particolare, garantiti:
a. la tutela sociale della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane, ai sensi delle leggi 29 luglio 1975, n. 405, e 22 maggio 1978, n. 194, e del decreto del Ministro della sanità 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, a parità di trattamento con i cittadini italiani;
b. la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176;
c. le vaccinazioni secondo la normativa e nell'ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni;
d. gli interventi di profilassi internazionale;
e. la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai.”
Ancora un dubbio
Stabilito che i figli degli immigrati non regolari potranno essere sottratti ai genitori già alla nascita (e me lo conferma il testo dell’ASGI pubblicato sopra) mi chiedo cosa accadrà se si troveranno minori malati e non curati (la paura può essere più forte della cura), ancora conviventi con i genitori. Ci sarà qualche solerte funzionario che, per il loro bene, li strapperà alla famiglia, affidandoli a qualche istituto affamato di finanziamenti come ai bei tempi dei brefotrofi straripanti?
Gli interlocutori che mi piacerebbe incontrare.
Mi piacerebbe mi rispondessero nell’ordine:
i senatori e i deputati che voteranno l’art 45 del pacchetto sicurezza, compresa la lettera f) comma 1 dell’articolo 6, forti della loro inconsapevolezza, ovunque siano collocati nella topografia dell’aula, dopo aver pigramente esibito la loro impronta digitale ai controlli di nuovo tipo;
i sindaci che sono disposti –per gradimento, opportunismo, ignoranza o quieto (loro) vivere - a negare il servizio anagrafe ai neonati irregolari;
le associazioni che si avvoltolano nel settore traendone vantaggi senza proporre decenza e dignità e senza farsi protagonisti di uno (scomodo) controllo sociale;
le persone che mi hanno detto ‘non ci credo’, ‘basta non farli entrare’ e quelle che mi considerano una fissata.
Lo sono! mi sono già autocertificata cretina ora aggiungo fissata!.
So che oggi c’é chi sta cercando di diffondere la notizia fra i mezzi di comunicazione. Qualche cosa ha già ottenuto. Ricopio
SICUREZZA: DDL; E' ALLARME RISCHIO BAMBINI INVISIBILI/ANSA ONG E PEDIATRI, NO A NORMA CHE IMPEDISCE REGISTRAZIONE NASCITE (ANSA) - ROMA, 11 MAR - Nuove preoccupazioni sul rispetto dei diritti in Italia per le norme contenute nel ddl sicurezza, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera. Dopo i rischi evidenziati dai medici per l'obbligatorietà di denunciare gli immigrati clandestini e quelli per due milioni di italiani poveri o senza dimora, sottolineati dalle associazioni di volontariato, e' la volta dei nascituri figli di immigrati. L'allarme lanciato dai giuristi per l'immigrazione (Asgi) e da una associazione di pediatri riguarda, infatti l'articolo 45 (comma 1, lettera f) del ddl: se venisse approvato i neonati stranieri di genitori privi di permesso di soggiorno non potrebbero essere registrati all'anagrafe. Una palese violazione dei principi costituzionali e della dichiarazione Onu dei diritti dei bambini, viene fatto notare dall'Asgi, a 24 ore dalla ''tirata d'orecchie'' che l'Italia ha avuto proprio dalle Nazioni Unite per i troppo immigrati in carcere in attesa di processo. Per cambiare il testo del ddl l'Asgi ha lanciato un appello contro l'introduzione dell'obbligo per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di atti di stato civile, tra i quali sono inclusi anche le registrazioni di nascita. Secondo l'associazione, in base a, ''l'ufficiale dello stato civile non potrà dunque ricevere la dichiarazione di nascita ne' di riconoscimento del figlio naturale da parte di genitori stranieri privi di permesso di soggiorno. La norma che impedisce la registrazione della nascita si configura come una misura che oggettivamente scoraggia una protezione del minore e della maternità.
Una simile norma appare dunque incostituzionale sotto diversi profili'' e, inoltre, e' in palese contrasto con la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. ''Le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime. i bambini non registrati alla nascita resterebbero senza identita' - dicono i pediatri - completamente invisibili; vi e' inoltre il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno e siano dichiarati in stato d'abbandono; per evitare questo, e' probabile che molte donne in condizione irregolare decidano di non partorire in ospedale, con serissimi rischi per la salute della madre e del bambino''.
(ANSA). VN 11-MAR-09 19:20 NNN
Ricordo che sul problema tutela della salute per gli stranieri sans papier ho scritto, per un totale –finora- di 23 volte, lo scorso anno il 21, 26, 28, 31 ottobre, 3, 6, 11, 14, 19, 21, 24 novembre e l’1, 2 e 16 dicembre.
Nel 2009 il 3, 4, 6, 15, 25, 29 gennaio, il 6 e 19 febbraio e l’1, l’8 e il 10 marzo.