Nel mio diario del 17 giugno ho fatto riferimento all’iniziativa di Defence for Children International (Difesa Internazionale dei Minori), una ONG indipendente fondata durante l’Anno Internazionale del bambino (1979) per assicurare un’azione internazionale attiva, pratica, sistematica e impegnata specificatamente diretta a promuovere i proteggere i diritti del bambino.
Il termine “bambino”, che spesso si troverà nel documento riportato di seguito e artigianalmente tradotto,corrisponde a Child, termine di riferimento nella Convenzione internazionale per i diritti del bambino, ratificata dalla quasi totalità degli stati europei (e anche da Israele) e legge anche per lo stato italiano (legge 27 maggio 1991 n. 176).
L’articolo 1 della Convenzione così recita: “Ai sensi della presente Convenzione si intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”. Ignorando l’orribile “fanciullo” della traduzione italiana, ho usato a volte il termine” bambino”, a volte”minore”, scelta che mi è sembrata legittima alla luce dell’articolo che ho trascritto, mentre ho usato i termini “ragazzini e ragazzine”, quando nell’originale c’erano le parole “boys and girls”
Comunque che volesse verificare il testo inglese del documento di Defence for Children può farlo nel sito http://www.dci-pal.org/english/home.cfm, mentre è possibile trovare il testo inglese della Convenzione in:www.un.org e, in italiano,in http://www.unicef.it/convenzione.htm
I punti 8 e 9 del documento, si riferiscono specirtifacatamente ai bambini palestinesi.
Defence for Children ha promosso anche la pubblicazione di uno studio in merito ai bambini palestinesi in carcere (Sullo stesso argomento esiste anche un DVD). Ne cito gli estremi sperando che si diffonda perché è condotto con criteri di apprezzabile rigore e sistematicità:
Catherine Cook, Adam Hanieh, Adah Key. Stolen Youth. The Politics of
Israel ’s detention of Palestinian Children. Pluto Press.
London –
Sterling, Virginia .
Pluto Press:
345 Archway Road, London
N6 5AA
www.plutobooks.com
augusta
July 02, 2005
Bethlehem Declaration
No Kids Behind Bars
1. Dichiarazione (Bethlehem Declaration) del Consiglio Esecutivo Internazionale di Defence for Children basata sui dibattiti e sulle conclusioni della conferenza internazionale No Kids Behind Bars, “No ai bambini dietro le sbarre –Dal punto di vista dei diritti dei minori”, promossa da Defence for Children International a Bethlehem, Territori Palestinesi Occupati, 30 giugno -2 luglio 2005.
2. I bambini non possono essere trattenuti dietro le sbarre. I bambini dovrebbero andare a scuola, dovrebbero giocare con i loro amici, dovrebbero vivere con i loro familiari.
3. Parecchi studi stimano in più di un milione in tutto il mondo i ragazzini e le ragazzine dietro le sbarre, troppo spesso detenuti in condizioni orrende, degradate, di sovraffollamento e violente.
La prigione dovrebbe essere considerata come una opzione solo per un numero molto piccolo di minori che abbiano commesso reati violenti e gravi.
4. La maggioranza dei minori imprigionati non appartengono a tale categoria. Molti hanno commesso reati leggeri e sono in attesa di giudizio. Molti non hanno commesso alcun reato come i bambini di strada, i prigionieri politici, i rifugiati, i richiedenti asilo, minori mentalmente disturbati e altri imprigionati senza regolare processo.
5. Centonovantadue governi hanno già accettato i principi generali che questo documento ha sottolineato ratificando la Convezione ONU sui diritti del bambino (CRC - Convention on the Rights of the Child). Ciononostante i bambini rimangono in prigione e in stato di detenzione, sottoposti ad abusi e dimenticati.
6. Nello stesso tempo sono state messe in atto e perseguite dai governi di parecchi paesi politiche ed azioni repressive. Queste misure hanno significativamente aumentato il numero dei bambini dietro le sbarre,
7. Mettere ragazzini e ragazzine dietro le sbarre e separarli dalle loro famiglie e comunità danneggia seriamente il loro sviluppo fisico, mentale e sociale. Molti di loro non ricevono cibo sufficiente né cure sanitarie e istruzione. I bambini sono esposti ad abusi fisici, psichici e sessuali e possono essere infettati e diventare sieropositivi. La prigionia ne determina una condanna sociale che si prolunga nel corso della vita e ne ostacola il reinserimento nelle comunità di appartenenza.
8. Nel corso di questa conferenza internazionale abbiamo saputo che migliaia di minori palestinesi sono stati arrestati e imprigionati per motivi politici dalle Forze di Occupazione di Israele, a partire dal mese di settembre 2000, per una deliberata politica intesa a rafforzare e mantenere l’occupazione israeliana.
9. Per noi la situazione è inaccettabile. Migliaia di bambini palestinesi sono stati imprigionati durante campagne di massa, con arresti arbitrari negli ultimi quattro anni e vengono spesso usati come ostaggi politici durante le trattative. Questi bambini non dovrebbero essere usati come insignificanti strumenti di contrattazione.
Chiedete interventi governativi
10. Basta ai bambini dietro le sbarre
- Basta con la prigionia di ragazzini e ragazzine che non sono sospettati di alcun reato;
- Basta alla prigionia di bambini che hanno commesso piccoli reati;
- Basta costringere bambini dietro le sbarre quando hanno bisogno di cure e protezione;
- Smettere immediatamente di criminalizzare comportamenti di sopravvivenza come l’accattonaggio e il vagabondaggio e di definire reato le assenze ingiustificate da scuola e di considerare criminali i bambini che sono vittime di abusi o altre forme di sfruttamento;
- Smettere con le politiche dure e repressive messe in atto per “vincere la criminalità” se hanno un costo economico e sociale troppo alto:
- Liberare immediatamente tutti i minori prigionieri politici e porre fine alla pratica di arresti per ragioni politiche;
- Porre fine alle leggi discriminatorie e alle pratiche che riducono in prigionia minori per ragioni di razza, nazionalità, etnia e status socioeconomico e simili;
- Consegnare alla giustizia i responsabili di arresti arbitrari e illegali e di altre violazione dei diritti umani come la tortura.
11. Investire in future azioni positive per i minori.
- Dare priorità ed investire in programmi quali: spazi sociali, centri comunitari per giovani, programmi sportivi e culturali, programmi di sostegno per evitare l’abbandono scolastico di ragazzi e ragazze;
- Sostenere programmi per ridurre la violenza promuovere azioni positive per educare i bambini in famiglia e comunità e per rafforzare i sistemi sociali di sostegno;
- Aumentare le opportunità di partecipazione dei minori alle decisioni che riguardano loro e le loro comunità e promuovere i loro ruoli quali attori sociali positivi;
- Aumentare per i minori le opportunità di sviluppare sostenibili livelli di sostentamento e mezzi per vivere;
- Rafforzare e mantenere sistemi di cura e protezione, che includano alternative di cura per i bambini che siano privi dell’ambiente familiare e altri sevizi di assistenza sociale.
12. Sviluppare alternative di tipo comunitario e di recupero
· Provvedere a una serie di opzioni locali, sostenute dalla comunità diversificate ed individualizzate, per i minori in conflitto con le leggi che si indirizzino alle radici causa dei loro reati in modo che rispondano alle esigenze della vittima e delle comunità (ad esempio una mediazione fra la vittima e chi l’ha offesa, conferenze per gruppi di famiglie, servizi di comunità);
· Concentrare l’attenzione su sostegni di base per ridurre la condanna sociale e assicurare che i bambini non ripetano il comportamento illegale e rafforzarli nell’impegno di formazione verso un futuro positivo.
13. Migliorare le condizioni dei minori che debbano essere messi in prigione.
· Garantire che la prigione sia l’ultima risorsa cui ricorrere solo in casi eccezionali quando i minori debbano essere imprigionati per la gravità del reato commesso o perché possono essere di danno a se stessi o agli altri;
· Assicurare sistemi orientati e attenti ai minori che ne garantiscano la separazione dai sistemi legali per i criminali adulti. I minori non devono essere trattati come adulti;
· Garantire la certezza che i minori siano processati quanto più rapidamente possibile, limitandone il fermo di polizia a un massimo di 24 ore e assicurando che il periodo di custodia cautelare prima della condanna sia legale e regolarmente controllato;
· Conformarsi agli standard internazionali per la protezione fisica e psichica dei minori in carcere, il loro benessere e sviluppo;
· Assicurare la totale separazione dei bambini dagli adulti in prigione e la separazione in base al sesso e allo status dei detenuti;
· Assicurare che i minori in stato di detenzione siano informati dei loro diritti e del funzionamento del sistema di giustizia minorile.
14. Stabilire piani nazionali per ridurre il numero dei minori in carcere.
- Sviluppare meccanismi di misura, monitoraggio e che riferiscano il numero reale di ragazzini e ragazzine dietro le sbarre;
- Sviluppare un piano di azione per ridurre il numero di minori in carcere che includa indirizzi di base e intenda dimezzarne il numero entro dieci anni;
- Provvedere a un aggiornamento obbligatorio e qualificato e inteso ad assicurarne un maggior rispetto alla legge per il personale impiegato nell’ambito della giustizia minorile;
- Sviluppare per le Organizzazioni non governative procedure effettivamente indipendenti di reclamo e investigazione, per un autonomo monitoraggio e per un loro accesso;
- A livello locale i governi devono monitorare la situazione nei luoghi in cui ci siano minori in carcere e sviluppare piani di azione locali.
Chiedete l’azione di altri partner
15 L’ONU e altre organizzazioni internazionali* devono:
(N.d.t.: poiché non è possibile trovare sempre il corrispondente italiano delle organizzazioni elencate, se ne riporta l’elenco come nell’originale - *ad es.: UNICEF, WHO, UNDP, UN Committee on the Rights of the Child, UN Commission on Human Rights, UN Office on Drugs and Crime, UNIFEM and Habitat).
- Assistere i governi nella raccolta e analisi dei dati nazionali;
- Contribuire all’assistenza tecnica per il sostegno e il monitoraggio di piani nazionali di azione che comprendano la formazione;
- Pubblicare statistiche annuali sui minori in carcere e autori di reati
- Organizzare regolari incontri internazionali sui minori in carcere.
16. Le Organizzazioni non governative (ONG) e la società civile:
- Le ONG Internazionali devono fare pressione per inserire l’argomento di cui ci occupiamo nell’agenda internazionale organizzare un congresso mondiale e stimolare piani di azione;
- Le ONG nazionali devono promuovere campagne nazionali “No ai bambini dietro le sbarre”, monitorare le azioni dei governi e le condizioni di detenzione e collaborare a livello regionale;
- Le organizzazioni di comunità devono lavorare a stretto contatto dei giovani a rischio, partecipare a piani di azione locali e sostenere i minori nelle istituzioni chiuse.
17 I mezzi di comunicazione* e gli educatori devono:
* (ad esempio TV, radio, giornali, Internet, film e altri centri culturali, scuole e istituzioni accademiche)
- Informare il pubblico sui problemi di ragazzini e ragazzine in carcere basandosi su informazioni accurate ed equilibrate che non devono essere finalizzate alla sensazionalizzazione, alla vittimizzazione e all’esagerazione nel riferire fatti che aumentino la paura del crimine;
- Sostenere e pubblicizzare la campagna “No Kids Behind Bars
- Sviluppare programmi che assicurino percorsi scolastici ai minori in prigione e gruppi di comunità per incoraggiarne il pensiero critico e la loro partecipazione alla campagna No Kids Behind Bars.