I mostri del passato di Barbara Spinelli
Dicono che l'esperienza e gli errori servono a maturare, ma per l'Unione europea le cose non stanno così: nel vertice di Bruxelles che venerdì e sabato doveva salvare la Costituzione dei Ventisette si è scelto di tornare indietro, non di andare avanti e di ripartire dal punto più alto cui si era arrivati. Hanno contato più i pochi stati ansiosi di frenare l'Unione, che non gli stati che in gran parte avevano già ratificato il progetto costituzionale proposto nel luglio 2003 dai rappresentanti del popolo, dei governi, delle istituzioni europee. Pochi stati hanno spadroneggiato sui più, e a forza di spadroneggiare hanno spostato le lancette degli orologi costringendo il tempo ad arretrare e a cancellare non solo l'esperienza vissuti a ma anche le risposte date agli errori passati.
La finta che da decenni consuma l’Europa ricomincia dunque,'impermeabile agli insegnamenti della storia: continua l'abitudine a costruire l'Europa senza darle né il metodo né mezzi né le parole per affermarsi. Non solo: pur appellandosi alla volontà dei cittadini, pur affermando di voler riavvicinare l'Europa alle popolazioni deluse, i capi di Stato e di governo hanno ignorato il parere delle genti. Il popolo europeo non aveva chiesto queste pavide rinunce. Aveva chiesto una costituzione europea, in cui potersi identificare come ci si identifica con le costituzione nazionali: il 66% l'aveva reclamata con forza, nel sondaggio Eurobarometro di giugno. Non è quello che gli Stati di hanno dato, se è vero che perfino la parola costituzione li ha impauriti. Gli Stati hanno protetto non i popoli ma se stessi e le proprie false sovranità. Il linguaggio del progetto costituzionale era troppo farraginoso -era stato detto- e per questo francesi e olandesi l’avevano respinto nel 2005. I testi odierni hanno linguaggio infinitamente più opaco, impenetrabile, ambiguo.
(La stampa domenica 24 luglio)
Dopo un’assenza di una decina di giorni trovo alcune notizie tristissime, deprimenti
Ho cominciato riportando l’incipit dell’importante editoriale di Barbara Spinelli che già risponde con un “per ora no” se non con un “mai” alla domanda che mi pongo da tempo: “Quando avremo una competente ed onesta politica estera europea?”.
E il mio pessimismo è rafforzato da un’altra notizia. Il primo ministro inglese se ne va. Lascia il posto prima delle elezioni, affida il suo partito ad altro leader, forse per non portarlo al disastro elettorale, ma avrà un ruolo di riconosciuto rilievo nel Quartetto cui è affidato il processo di pace in Medio Oriente. Naturalmente nulla ci è stato comunicato –o a me è sfuggito- sugli obiettivi e i modi di tale processo (e come avrebbe potuto farlo un’Europa che non vuole esistere?) e quindi resta come unica certezza il fatto che Mr. Blair si è fatto complice di Mr. Bush (con il sordido consenso dell’italico cavaliere allora regnante) nel raccontarci oscene frottole sulle non ragioni che hanno giustificato l’aggressione all’Iraq. Quali altre frottole ci racconterà Mr. Blair sulla pelle di popoli in guerra da decenni per imporre loro una volontà estranea? E il governo italiano ora in carica fingerà di credergli?
C’è anche il rischio che la quasi annunciata “conversione” al cattolicesimo ne aumenti –dato il peso del consenso papale- la credibilità.
A prescindere dal fatto che non vedo perché ci si debba “convertire” da una chiesa cristiana all’altra e non sia invece più sano e responsabile impegnarsi per una convivenza plurale almeno fra cristiani o sedicenti tali, mi viene in mente Ambrogio, vescovo di Milano, che nel 390 concesse il perdono, pubblicamente richiesto, all’imperatore Teodosio per la strage di Tessalonica. Già il perdono, non una sacra pacca sulla spalla.
Staremo a vedere
Lascio il commento alla consueta rubrica Vittime di guerra augusta
VITTIME (di guerre e di cui è possibile fare la conta …)
Internazionale 22 / 28 giugno 2007 n.698 pag.14
Numero di vittime dall’inizio della seconda intifada (26 ottobre 2000).
Dati aggiornati alle 16 del 20 giugno 2007.
Tra le vittime palestinesi sono inclusi i kamikaze, mentre non sono conteggiate
le persone accusate di collaborazionismo e uccise da altri palestinesi.
Palestinesi 4.626
Israeliani 1.050
Altre vittime 77
Totale 5.753
Internazionale 22 / 28 giugno 2007 n.698 pag.14
Numero di vittime dall’inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003)
Dati aggiornati alle 16 del 20 giugno 2007
Iracheni 65.828 / 72.112
Americani 3.531
Altre vittime 278
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