ANNIVERSARI INTRIGANTI
Noi tireremo dritto: 30 luglio 1938 – Trieste
Ho pubblicato nell’ultimo diario alcuni tratti di una intervista ad Amos Luzzatto, presidente emerito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, pensando di non tornare sulla questione dei Rom e invece non solo non ce la faccio a chiudere il discorso, ma voglio ancora proporre alcune analisi convenienti al mio, ma spero non solo mio, punto di vita.
Segnalo intanto che, navigando per blog, ho trovato il nome di un interessantissimo sito riguardante in modo specifico la questione zingari;
l’ho messo fra i miei link e ne trascrivo l’indicazione per chi mi legge
http://coopofficina.splinder.com.
Le dichiarazioni di adamantina fermezza del ministro Maroni mi hanno fatto tornare in mente la frase (pronunciata da un noto capo di un cronologicamente lontano governo in un discorso a Trieste il 30 luglio 1938) "Anche nella questione della razza noi tireremo dritto".
Fra un mese saranno ottant'anni … ma Maroni non sa e nessuno dei suoi consulenti gliene farà scomoda memoria, né a lui né al capo del governo di cui la smemorata creatura è ministro.
So di essere noiosa ma aggiungo una serie di altre date che possono aiutarci a leggere nelle sequenze di eventi del passato ma forse anche a prevedere atroci sequenze del futuro.:
14 luglio 1938 Manifesto della razza (redatto da studiosi fascisti e docenti universitari)
5 agosto 1938 Primo numero della rivista "La difesa della razza"
Leggi razziali italiane (1938: anno XVII° dell’era fascista)
7 agosto Regio Decreto-Legge n.1381: Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri
22 agosto Censimento speciale degli ebrei
1-2 settembre Riunione del Gran Consiglio del fascismo
5 settembre Regio Decreto-Legge n.1390: Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista;
Regio Decreto-Legge n.1539: Istituzione, presso il Ministero dell’Interno, delConsiglio superiore per la demografia
20 settembre Regio Decreto-Legge n. 1630: Istituzione di scuole elementari per fanciulli di razza ebraica.
6 ottobre Carta della razza (emanata dal gran Consiglio del fascismo)
7, 9,10 novembre Riunione del Gran Consiglio del fascismo
17 novembre Regio Decreto-Legge n.1728. Provvedimenti per la difesa della razza italiana (n. d.r.: non dimenticare che fu firmata dal re sabaudo).
Veloce lettura di buon livello: Michele Sarfatti. Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi Einaudi tascabili 2002 Torino (ci sono anche i testi delle leggi razziali di sett’anni fa).
Perché ci torno su.
Sono molto preoccupata dalla semplificazione che, ritengo in buona fede, richiama a fronte delle impronte da prendersi ai minori rom l’esito dei lager per ciò che riguarda la persecuzione degli ebrei nel secondo dopoguerra.
Sono preoccupata perché l’enormità del paragone può rivoltarsi come un boomerang che permette di sorvolare sugli strumenti istituzionali, culturali e pratici (primo fra tutti il consenso) che resero possibili i campi di sterminio; perché dimostra uno sciagurato, diffuso disinteresse per le condizioni dell’infanzia in fasi grigie come questa che da noi viviamo, condita da indifferenza e ignoranza.
Mi permettete una citazione biblica? “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”. (Apocalisse cap. 3, 15-16).
Scelgo quindi l’intervista di Alessandra Longo, pubblicata da La Repubblica del 26 giugno che di tutto ciò si occupa.
ROMA - «Sono stato bambino e non potevo andare a scuola con gli altri. Ricordo che mi indicavano con il dito: “Mamma, guarda, quello è un giudeo!”. Sono cose successe 70 anni fa, cose che mi hanno segnato la carne e la memoria. Cose che non dimenticherò mai per quel che ancora mi resta da vivere. Prendere le impronte ai bambini Rom, come vorrebbe Maroni, significa compiere una schedatura etnica. E questo è totalmente inaccettabile». Amos Luzzatto è a Firenze, a presentare il libro dei suoi 80 anni: «Conta e racconta. Memorie di un ebreo di sinistra». L´Italia che lo circonda gli piace sempre meno e quest´ultima notizia lo turba profondamente.
Luzzatto, che cosa sta succedendo al nostro Paese? Anni fa sarebbe venuta in mente ad un governo una proposta del genere?
«C´è un razzismo latente nella cultura italiana, dovuto purtroppo ad un´insufficienza culturale. Ciclicamente si manifesta. Ricordo di essere stato a Palazzo Chigi quando, durante un precedente governo Berlusconi, venne fuori l´idea di schedare tutti gli immigrati. Ero presidente dell´Unione delle Comunità ebraiche e dissi che, se le prendevano a loro, avrebbero dovuto prenderle anche a noi. Mi spiegarono che non era un´iniziativa mirata ma solo l´inizio di un processo di identificazione generalizzato. Forse fiutarono l´aria. Alla fine, non ne fecero nulla. Io sono rimasto a quell´episodio».
Adesso non sembra che ci sia alcun imbarazzo. Si evoca esplicitamente la schedatura di bambini.
«Infatti quest´ipotesi è di gran lunga peggiore. Prendere i polpastrelli dei piccoli di un certo gruppo etnico significa considerarli ladri congeniti, prevedere che diventeranno dei delinquenti e commetteranno dei reati. E´ evidente e inaccettabile il segno razziale di questa iniziativa».
Immagino le ricordi qualcosa.
«Sì, mi ricorda il mio essere bambino, bollato, timbrato, come giudeo di cui non fidarsi».
Come finirà?
«Non credo che sia costituzionalmente corretto un processo di schedatura su queste basi chiaramente discriminatorie».
Le armi della legge e quelle della parola…
«Sì, da ebreo esprimo tutta la mia riprovazione».
Si può parlare di nuovo fascismo?
«Direi piuttosto di razzismo. La Lega è una destra populista».
Dove porta la strada della schedatura ai piccoli rom?
«Si comincia così e poi si va avanti con l´allontanamento dalle scuole, le classi differenziate, le discriminazioni diffuse. Questo pesa terribilmente sul vissuto di un bambino che si sente trattato diversamente dai suoi coetanei, vive come un appestato, carico di ossessioni e nevrosi. E´ una ferita che dura una vita».
L´Italia di oggi, quella che si sente rappresentata dal governo Berlusconi, sembra aver preso questa direzione.
«Esattamente la direzione contraria agli obiettivi di integrazione che vogliono dire soprattutto rispetto delle tradizioni e delle culture altrui».
Luzzatto, la gente che non condivide che cosa deve fare? Chiedere, provocatoriamente, come fece lei a suo tempo, che vengano prese le impronte a tutti?
«Noi allora reagimmo così. Certo, in questo caso, sarebbe fuori luogo coinvolgere nella protesta i bambini ebrei. I bambini, tutti i bambini, sono, fino a prova contraria, innocenti e devono essere protetti dalla crudeltà degli adulti».
Com´è quest´Italia? «Un Paese che ha perso la memoria».
I miei precedenti
Il 24 gennaio del 2007 ho pubblicato un'intervista a Joseph (Tommy) Lapid presidente dello Yad Vashem (il grande museo della Shoà) da 16 luglio 2006.
Nato nel 1931 a Novy Sad (Yugoslavia) è un sopravvissuto all’Olocausto.
E’ stato giornalista radiofonico, parlamentare, vice primo ministro e ministro della giustizia. E’ morto lo scorso primo giugno.
Anche lui ha ricordato, a fronte di ciò che osservava al check point di Hebron, le molestie che, bambino, aveva subito nel suo paese natale.
Chi volesse leggere il testo inglese dell’intervista può andare a:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/815603.html
Come allora concludo con una citazione di Ryszard Kapuscinski
“Filo spinato
Tu scrivi dell’uomo nel lager
io - del lager nell’uomo
per te il filo spinato è all’esterno
per me si aggroviglia in ciascuno di noi
- Pensi che ci sia tanta differenza?
Sono due facce della stessa pena”.
augusta
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