CHI STRUMENTALIZZA CHI
E’ il problema che mi viene posto nei commenti al mio precedente diario, ma non è il problema che ponevo io. Io cercavo di ragionare (come il solito con me stessa, ma sono felice di poterlo fare con altri) sull’uso delle immagini dei bambini al fine di sollecitare o rafforzare una qualche emozione e sentimento che sia.
Espulso da ogni eticamente ragionevole discorso il ministro Maroni - che esercita e suggerisce violenza (opinione mia) perché, come scrivono i miei interlocutori (e condivido) fa uso dei bambini “per rafforzare la propria immagine di fronte al suo elettorato più xenofobo e razzista”- la questione che io mi ponevo e mi pongo è “con quali mezzi sollecitiamo un pensiero e un’operatività contrari alla xenofobia e al razzismo? E’ sufficiente promuovere indignazione o è più utile offrire gli strumenti perché l’indignazione diventi opposizione operante nella società civile?”
Mi è capitato molte volte di vedere l’indignazione sollecitata trasformarsi in uno stato d’animo di dolorosa impotenza (cosa posso fare?) e mi è capitato anche di vedere l’indignazione tornare su se stessa per appagarsi di sé: io che soffro la violenza sono migliore di chi violenza agisce e mi fermo qui.
In realtà esistono mezzi legali per opporsi, mezzi che chi fa politica nelle istituzioni spesso non usa perché non li conosce (anche se dovrebbe) e perché –conosca o ignori quei mezzi- privilegia lo strillo che può procurare voti, su onde emotive abilmente solleticate, con l’aiuto d’altri che poi da questi solleticamenti traggono concreti vantaggi (penso ai contributi pubblici alle associazioni ‘buone’ e compiacenti).
E’ un atteggiamento che m’infuria e che mi sta spingendo ad estraniarmi sempre più da contatti con la “politica politicante”.
Nel caso specifico esistono strumenti legislativi importanti, inapplicati nel disinteresse generale, in un quadro di grigiore dove molti amano il ghigno compiacente a fronte della violenza “vincente” e altri si macerano nel cerchio perverso del compiacimento della propria sofferta impotenza.
Mi è capitato spesso, parlando di forme operative utili, di sentirmi dire “eh sì! Sarebbe bello, ma si tratta di piccole iniziative. Se fossero grandi…”.
”e chi dovrebbe renderle quantitativamente grandi? I miei paciosi interlocutori o i marziani?”.
Io provo a segnalare siti che indicano quella operatività che io vorrei (proprio perché legale e propositiva insieme) si rovesciasse addosso al ministro Maroni e ai suoi complici (siano politici o esponenti della società civile, chiassosa o silente che sia) per impedir loro di dire e fare sciocchezze nel confronto con interventi utili e possibili. Ma perché ciò avvenga è necessario che siano conosciuti da molti.
Ecco i siti (che ho scelto nell’ambito delle mie competenze: non sono una tuttologa, per incapacità e per scelta):
www.asl1ag.it/protezione2/ass.sanitaria%20stranieri.pdf
E infine, fast but not least, se andate, tramite i miei link, al blog <leucotea_una maestra> o direttamente a splashragazzi e leggete quanto l’autrice ha scritto il 26 e 27 luglio, giovandovi anche dei suoi utili collegamenti, potrete avere l’illustrazione dell’esempio di Fiori di pace che rappresenta appunto una operatività ‘piccola’ alla cui realizzazione lavorano con passione e consapevolezza molte persone.
Per me rappresenta un modello alto nella ricerca di ciò che si può fare.
PS: mi è appena arrivato il testo della relazione di Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani nel Consiglio d’Europa, successiva alla sua visita in Italia (19 e 20 giugno). Cercherò il modo di identificare i dati (finirò mai di essere imbranata?) che ne consentano la lettura e li comunicherò.
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