Come eravamo! Come saremo?
Dal Messaggero Veneto di oggi, 17 settembre 2008, pag. 5:
“Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia, il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a lutto e hanno “impartito una lezione politica” contro la riforma scolastica del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini (n.d.r.: credevo si parlasse di educazione valoriale, privato insegnamento ... non sapevo esistesse ancora la pubblica istruzione. Che sia una svista?)
E’ solo un’ipotesi, ma i consiglieri regionali del partito della Libertà, Paolo Ciani e Piero Topini, che l’hanno proposta in un’interrogazione al presidente della regione Renzo Tondo, chiedono “venga presa in considerazione”.
Da un po’ di tempo in qua trovo i consiglieri regionali (non solo del PdL, ma equamente distribuiti e attivi – in questo senso- anche all’opposizione) particolarmente distratti in fatto di competenze istituzionali e amministrative.
Spero che questi signori abbiano chiesto al presidente della regione di chiedere al ministro di adoperarsi in tal senso, dato che per quanto la Lega Nord scorazzi con fluviali ampolle dai monti alla laguna, gli insegnanti non dipendono dalla giunta regionale e i loro stipendi non sono a carico della locale amministrazione.
Settant’anni dopo
Ma poiché il passato é sempre importante come portatore di valori, di esempi fulgidi di ordine, disciplina, rispetto della famiglia, fondamento di identità, sarà bene rivisitarlo un po’ a utile presente e futura memoria.
Ho davanti a me la fotocopia di un articolo de Il Gazzettino del 13 ottobre 1938 (se qualcuno ne condivide l’importanza me lo dica e accetterò eventuali suggerimenti di spedizione ai rigorosi tutori “dell’innocenza dei bambini” (sempre dal Messaggero Veneto di oggi).
In quell'articolo –dal titolo suggestivo: “Lingua e razza – Disciplina e autarchia nei riflessi dell’educazione fascista” si legge della frenetica attività del Regio Provveditore agli studi, cav. C.B., che in ogni convegno di apertura dell’anno scolastico (l’articolo ne cita quattro) offriva “la parola che suona d’incitamento e impegna i maestri a continuare la loro proficua opera educativa in collaborazione agli organi del Regime”.
Naturalmente gli insegnanti non si dimostravano passivi e se ad Ampezzo il maestro U.B. intrattenne l’assemblea su “la scuola elementare e la difesa della razza” a Pordenone la prof. M.F. tenne “una lezione sulla razza” cui fece seguito il prof. S. P. che illustrò i “problemi relativi alla campagna autarchica”.
Più precisa e didatticamente congruente la signora C.M.P. (Spilimbergo) che illustrò “il problema della razza, attualmente fondamentale in campo educativo”.
Tutti i convegni erano aperti dal saluto al Duce e ogni intervento meritava applausi a non finire, quando non ovazioni.
(n.d.r.: i nomi nell'originale sono riportati per esteso. Ho preferito limitarmi alle iniziali)
Un ospite forse sgradito
Tanto più festosa doveva essere l’atmosfera se pensiamo che il 1938-1939 fu il primo anno scolastico a scuola razzialmente pura, con una significativa eccezione: Gesù Cristo, ebreo di Nazareth, giustiziato a Gerusalemme di cui il Concordato firmato dal cav. Benito Mussolini e dal papa (sia pur per interposta persona) imponeva un’ingombrante presenza in immagine,
I decreti che eliminavano gli ebrei dalle scuole erano stati approvati in tempo per assicurare la purezza nelle scuole e sarebbero entrati nel Testo Unico - Regio Decreto-Legge n.1728. Provvedimenti per la difesa della razza italiana - il successivo mese di novembre.
Nota aggiunta alle 23.50
Rispondo a Linodigianni, uomo dall'attenzione fulminea, per ringraziarlo del suo commento e rinviare al suo blog, con due interessantissime note sul razzismo.
Una é un importante editoriale del centro di studi teologici di Milano, l'altra contiene molte reazioni all'atroce episodio del ragazzo ucciso a sprangate.
VITTIME (di guerre e di cui è possibile fare la conta …)
Internazionale 12 / 18 settembre 2006 n. 761 pag. 14
Numero di vittime dall’inizio della seconda intifada (26 ottobre 2000).
Dati aggiornati alle 16 del 10 settembre
Tra le vittime palestinesi sono inclusi i kamikaze, mentre non sono conteggiate le persone accusate di collaborazionismo e uccise da altri palestinesi.
Palestinesi 5.282
Israeliani 1.081
Altre vittime 79
Totale 6.442
Internazionale 12 / 18 settembre 2006 n. 761 pag. 14
Numero di vittime dall’inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003)
Dati aggiornati alle 16 del 10 settembre
Iracheni 87.062 / 94.990
Soldati statunitensi 4.155
Soldati di altre nazionalità 314