Questo diario elettronico ha una storia... (continua)


martedì, 30 settembre 2008
FRA RAMANDAN E ROSH HA SHANA
 
Un mese fa iniziava il mese di Ramadan, la luna ha fatto il suo corso e ora il Ramadan dell’anno 1429 finisce. 
Oggi gli ebrei festeggiano Rosh ha shana, l’inizio dell’anno 5769.
Auguri a tutti gli ebrei nel mondo e a tutti noi perché siamo capaci di godere la condivisione delle feste senza lasciarci travolgere dall’invasività dei pregiudizi che non segnano più solo gli effetti dell’ignoranza ma sono già fonte di violenza e morte
.

Zeev Sternhell
Il 26 settembre avevo dato notizia del ferimento di Zeev Sternhell, storico israeliano, insegnante all’Università Ebraica di Gerusalemme.
Avevo promesso di cercare altre notizie: non ne ho trovate ma non ho neppure trovato smentite all’attribuzione dell’attentato ai coloni della Cisgiordania che rifiutano le posizioni di critica alla colonizzazione dei Territori, pubblicamente espresse dallo storico.
Già il 26 settembre il Guardian scriveva: “la polizia ha trovato nell’area manifesti che offrono un premio di circa 170.000 sterline a chi uccida un membro di Peace Now, un noto gruppo che promuove compagne contro l’occupazione. Sternhell é da molto tempo sostenitore di Peace Now”.

Voglio ricordare ancora Zeev Sternhell citando i titoli dei suoi libri tradotti in italiano e pubblicati da Baldini Castoldi Dalai.
La data che indico é quella dell’ultima edizione.
Nascita dell'ideologia fascista. 2008
Contro l'Illuminismo. Dal XVIII secolo alla guerra fredda. 2007
Nascita d'Israele. Miti, storia, contraddizioni. 2002
Né Destra né Sinistra. 1997

Dal catalogo é possibile risalire alla breve presentazione di ognuno dei volumi.
Collegamenti: Guardiancatalogo
venerdì, 26 settembre 2008
IL TRIONFO DELLA DEREGULATION FRA STRAGI E PREGIUDIZI.

Della strage di Castelvolturno parlano abbondantemente i media.
Io mi limito ad offrire anche da qui l’opportunità di leggere la bella – e disperante – lettera dello scrittore Roberto Saviano.
Disperante perché?
Prima di tutto perché esponenti del governo discutono se la strage indichi un atto terroristico o una guerra per bande e il richiamo a questo seconda ipotesi mi sembra una orrenda sottovalutazione.
E ancora perché so che Saviano é isolato, non trova casa perché la paura supera la solidarietà e quella che un tempo sarebbe stata la protezione della società civile, non esiste o non si vede o non può farsi operativa.

A Gerusalemme
Mi scuso se inserisco un inciso sulla situazione israelo-palestinese, ma questo blog é nato in Palestina e non posso dimenticare quelle terre.
Oggi abbiamo notizia dell’attentato a Zeev Sternell da parte –sembra- di coloni che vivono negli insediamenti dei Territori.
Dice il New York Times di oggi che:
Yitzhar, West Bank -  
Una bomba che é esplosa nella tarda notte di mercoledì a Gerusalemme fuori dell’abitazione di Zeev Sternhell, un professore dell’Università ebraica, lo ha leggermente ferito e ha provocato una non significativa emozione in una nazione che sopporta quotidianamente esperienze di violenza su ben più larga scala.
 (*il testo dice ‘pipe bomb’; se ho capito bene dev’essere una specie di molotov: se qualcuno ne conosce la traduzione tecnicamente corretta per piacere me lo scriva).

Di qui é possibile leggere l’intero articolo del New York Times (in inglese).
I prossimi giorni cercherò di documentarmi meglio.
 
Torniamo ad Assago
... e alla violenza che là si é consumata e di cui ho scritto nel post precedente (19 settembre).
Il gruppo Carrefour ha inviato a chi ha protestato la lettera che trascrivo:

Buongiorno.
Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.  
Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed
aspettative, dai più piccoli ai più grandi.
L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.
Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.
Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.
Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.
Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.
Molti cordiali saluti Gruppo Carrefour Italia
"

Non processo le intenzioni, ma...
Carrefour scrive di “filosofia aziendale”, di “clienti” ... di tutto e di più, ignorando l’unico termine che sarebbe stato necessario e che avrebbe potuto dare un significato etico al discorso: quello di diritti dei disabili e in particolare dei minori.
A conforto di Carrefour riporto, come avevo fatto nel mio post dell’otto settembre, le parole del fiolosofo-sindaco di Venezia, pronunciate a giustificazione del nuovo ponte privo degli strumenti per l’accesso dei disabili: «È l’opera di architettura contemporanea italiana qualitativamente più importante degli ultimi decenni. Questo è pacifico, almeno per chi se ne intende. E invece di approfittare dell’occasione per fare un’azione di marketing alcuni settori di questa città particolarmente intelligenti, hanno fatto in modo che non si inaugurasse
».
Ieri  il sindaco prof. Cacciari ha aperto, nel teatro della mia città,
un convegno-incontro internazionale dal tema “Territorio e vita”, partecipando a una tavola rotonda in cui gli era stato affidato il tema “profezia e politica”.
Non sono andata ad ascoltarlo: sono stanca di profetiche contraddizioni sulla pelle di chi non può difendersi.
Spero che a tanto non arrivi anche il sindaco di Assago che così ha risposto alla protesta che gli ho inviato:
“Gentile Signora Augusta,
La ringrazio per la mail ma sopratutto per la Sua indignazione che è anche la mia e quella dell'intera comunità che rappresento.
Ho già fatto quanto da Lei chiesto facendo sentire la mia voce attraverso i media e con la comunicazione diretta alla direzione del Carrefour.
Posso anche dirLe che ho già incontrato la Signora Barbara ed il piccolo  Alexander che  ho voluto con me per il taglio del nastro dell'inaugurazione dello sportello al cittadino avvenuto nel mio comune nella giornata di sabato.
La ringrazio di cuore per la Sua sensibilità e Le porgo cordiali saluti.
Domenico Raimondo"
  
collegamenti: lettera;  New York Timesqui
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venerdì, 19 settembre 2008
ATTUALITA’ DELL’EROISMO;
MERCATO CARREFOUR CONTRO  BAMBINO
 
Un’occhiata al blog di un’insegnante mi ha riportato ad altro blog, che ospita la lettera della mamma di un bambino autistico; il piccolo ha subito un’indecente violenza da chi ha scoperto che usare la propria forza contro i deboli è scelta vincente.  
Anni di impegno per affermare il principio delle pari opportunità, della dignità di tutti, per il fatto di essere e non di apparire e prevaricare, sembrano buttati via.
Il 20 luglio ho scritto di Vipiteno, l’otto settembre di Venezia, oggi di Assago.
Riporto la parte centrale del post, invitandovi ad andare al sito dove troverete la lettera della mamma del piccolo che ha subito la violenza denunciata e che potete leggere integralmente qui.
Per favore fate girare,

La scena: bambini in fila per una fotografia con le immagini delle automobili a grandezza reale del film Cars.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Parecchi blogger chiedono di protestare presso Carrefour. Io l'ho fatto, farò altrettanto presso il sindaco di Assago. Ecco l'indirizzo Carrefour: servizioclienti@carrefour.com 
Al sindaco scriverò chiedendogli di farsi -come suo dovere istituzionale- tutore dei diritti violati di quel bambino e di cominciare scusandosi lui stesso per quanto accaduto.
   Indirizzo del sindaco:  d.raimondo@comune.assago.mi.it
Collegamenti: blog,  qui
mercoledì, 17 settembre 2008
Come eravamo! Come saremo?
 
Dal Messaggero Veneto di oggi, 17 settembre 2008, pag. 5:
“Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia, il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a lutto e hanno “impartito una lezione politica” contro la riforma scolastica del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini (n.d.r.: credevo si parlasse di educazione valoriale, privato insegnamento ... non sapevo esistesse ancora la pubblica istruzione. Che sia una svista?)
E’ solo un’ipotesi, ma i consiglieri regionali del partito della Libertà, Paolo Ciani e Piero Topini, che l’hanno proposta in un’interrogazione al presidente della regione Renzo Tondo, chiedono “venga presa in considerazione”.

Da un po’ di tempo in qua trovo i consiglieri regionali (non solo del PdL, ma equamente distribuiti e attivi – in questo senso- anche all’opposizione) particolarmente distratti in fatto di competenze istituzionali e amministrative.
Spero che questi signori abbiano chiesto al presidente della regione di chiedere al ministro di adoperarsi in tal senso, dato che per quanto la Lega Nord scorazzi con fluviali ampolle dai monti alla laguna, gli insegnanti non dipendono dalla giunta regionale e i loro stipendi non sono a carico della locale amministrazione.

Settant’anni dopo
Ma poiché il passato é sempre importante come portatore di valori, di esempi fulgidi di ordine, disciplina, rispetto della famiglia, fondamento di identità, sarà bene rivisitarlo un po’ a utile presente e futura memoria.
Ho davanti a me la fotocopia di un articolo de Il Gazzettino del 13 ottobre 1938 (se qualcuno ne condivide l’importanza me lo dica e accetterò eventuali suggerimenti di spedizione ai rigorosi tutori
“dell’innocenza dei bambini” (sempre dal Messaggero Veneto di oggi).
In quell'articolo –dal titolo suggestivo: “Lingua e razza – Disciplina e autarchia nei riflessi dell’educazione fascista” si legge della frenetica attività del Regio Provveditore agli studi, cav. C.B., che in ogni convegno di apertura dell’anno scolastico (l’articolo ne cita quattro) offriva “la parola che suona d’incitamento e impegna i maestri a continuare la loro proficua opera educativa in collaborazione agli organi del Regime”.
Naturalmente gli insegnanti non si dimostravano passivi e se ad Ampezzo il maestro U.B. intrattenne l’assemblea su “la scuola elementare e la difesa della razza” a Pordenone la prof. M.F. tenne “una lezione sulla razza” cui fece seguito il prof. S. P. che illustrò i “problemi relativi alla campagna autarchica”.
Più precisa e didatticamente congruente la signora C.M.P. (Spilimbergo) che illustrò “il problema della razza, attualmente fondamentale in campo educativo”.
Tutti i convegni erano aperti dal saluto al Duce e ogni intervento meritava applausi a non finire, quando non ovazioni.
(n.d.r.: i nomi nell'originale sono riportati per esteso. Ho preferito limitarmi alle iniziali)

Un ospite forse sgradito
Tanto più festosa doveva essere l’atmosfera se pensiamo che il 1938-1939 fu il primo anno scolastico a scuola razzialmente pura, con una significativa eccezione: Gesù Cristo, ebreo di Nazareth, giustiziato a Gerusalemme di cui il Concordato firmato dal cav. Benito Mussolini e dal papa (sia pur per interposta persona) imponeva un’ingombrante presenza in immagine,
I decreti che eliminavano gli ebrei dalle scuole erano stati approvati in tempo per assicurare la purezza nelle scuole e sarebbero entrati nel Testo Unico
- Regio Decreto-Legge n.1728. Provvedimenti per la difesa della razza italiana - il successivo mese di novembre.
Nota aggiunta alle 23.50
Rispondo a Linodigianni, uomo dall'attenzione fulminea, per ringraziarlo del suo commento e rinviare al suo blog, con due interessantissime note sul razzismo.
Una é un importante
editoriale del centro di studi teologici di Milano, l'altra contiene molte reazioni all'atroce episodio del ragazzo ucciso a sprangate.

VITTIME (di guerre e di cui è possibile fare la conta …)
Internazionale 12 / 18 settembre 2006 n. 761 pag. 14

Numero di vittime dall’inizio della seconda intifada (26 ottobre 2000).
Dati aggiornati alle 16 del 10 settembre
Tra le vittime palestinesi sono inclusi i kamikaze, mentre non sono conteggiate le persone accusate di collaborazionismo e uccise da altri palestinesi.
Palestinesi        5.282        
Israeliani          1.081        
Altre vittime         79         
Totale               6.442        

 Internazionale 12 / 18 settembre 2006 n. 761 pag. 14
Numero di vittime dall’inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003)
Dati aggiornati alle 16 del 10 settembre
Iracheni              87.062 / 94.990
Soldati statunitensi               4.155                            
Soldati di altre nazionalità     314         
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giovedì, 11 settembre 2008
ANNIVERSARI
 
11 settembre 1991 – USA New York – crollo delle Torri Gemelle
11 settembre 1973 – Cile Santiago - crollo della democrazia cilena.

Chi volesse rileggere l’ultimo discorso di Salvador Allende può trovarlo qui,  nel  testo spagnolo e nella traduzione italiana.
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lunedì, 08 settembre 2008
AMMINISTRATORI, CONFINDUSTRIA, EDILI, PONTI (e anche PROFEZIE)
 
Il titolo è un elenco senz’ordine che non sia, parentesi a parte, quello alfabetico. E’ l’argomento stesso segno di un tal disordine intellettuale ed etico che è difficile trarne un elemento indiscutibilmente significativo, fosse pur per un titolo.
Avrei anche potuto intitolarlo: il disprezzo legale ed estetico delle barriere architettoniche, di quelle barriere che, a seguito di una legislazione che (se ben ricordo ebbe i suoi primi atti negli ultimi anni ’70) ebbe lo strumento regolamentare nel D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503.
L’incipit del D.P.R. è inequivoco: «Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti comunemente definiti ‘barriere architettoniche’» e via precisando, per cui sembrerebbe acquisito il principio che le nuove strutture (per le vecchie si pone il problema, anche più complesso, della ristrutturazione) non devono impedire la mobilità dei disabili, senza dimenticare le persone che non possono passeggiare in piena libertà motoria (si pensi, ad esempio, alle mamme con carrozzelle di bimbi piccoli, a chi porti una ingessatura anche se per un tempo limitato ecc.).
Ma c’è ancora chi del problema non ha capito assolutamente nulla e,nella trascuratezza totale di un principio di diritto da realizzarsi evidentemente non con il mezzo di una proclamazione astratta, ma attraverso il criterio delle pari opportunità, non riesce a nascondere il proprio fastidio per essere costretto ad abbandonare il mondo dell’estetica per misurarsi con i limiti della materia, sia pur umana.
In un’intervista concessa al Corriere della sera il 27 agosto 2008 il plurisindaco Cacciari ha proclamato:
«È stata fatta una valutazione errata all’inizio. Si credeva che per i portatori di handicap fosse sufficiente il vaporino che sta ai piedi del ponte ed arriva esattamente dall’altra parte, invece questo non basta. Comunque l’ovovia si farà ma non contemporaneamente al ponte. Bisogna aspettare solo qualche mese».
La mancata vittoria del marketing.
E se qualcuno avesse dubbi sulle priorità dell’on. Sindaco (fra cui pensavamo ci fosse anche il rispetto della legalità che assicura i soggetti contrattualmente più deboli) ecco una illuminante precisazione: «È l’opera di architettura contemporanea italiana qualitativamente più importante degli ultimi decenni. Questo è pacifico, almeno per chi se ne intende. E invece di approfittare dell’occasione per fare un’azione di marketing alcuni settori di questa città
particolarmente intelligenti, hanno fatto in modo che non si inaugurasse».
Già l’operazione di marketing è fallita perché il timore di contestazioni ha suggerito di evitare l’inaugurazione solenne per cui era prevista la presenza del Presidente della Repubblica. Mi capita un pensiero maligno: e se il contestatore fosse stato il presidente?
La questione non è recente, chi scrive ne è venuta a conoscenza solo ora perché le è stato segnalato un articolo nell’inserto domenicale de Il sole 24 ore del 31 agosto scorso. Confindustria illuminata? Interessi non convergenti con quelli dell’architetto progettista vincitore di gara (lo spagnolo Calatrava)? A questo Il sole non risponde: segnala il problema che era stato già segnalato direttamente al sindaco dall’ing. Paolo Berro, disabile motorio esperto di ingegneria. ed accessibilità, già Cavaliere della Repubblica e pluri-laureato. La sua lettera descrive la situazione con dovizia di particolari e interessanti considerazioni: potete leggerla qui.
Ne aveva fatto segnalazione anche il giornalista Stella in un suo articolo pubblicato sul
Corriere della sera il 20.07.05 che così sintetizzava i punti focali della situazione:
IL DISEGNO - La Commissione di Salvaguardia approva nel 2002 il ponte di Calatrava.
LO SCONTRO - L'architetto non ha previsto i servoscala per i disabili, senza infissi metallici l'opera ha un «impatto visivo migliore». Secondo le associazioni il ponte vìola le leggi sulle barriere architettoniche. Nonostante le proteste, i lavori partono.
LA SOLUZIONE - L'accesso ai disabili viene garantito da un abitacolo a scomparsa.
Estetica e profezia
Per quest’ultimo punto vale la pena di riportare un passo della lettera di Berro come citata da Stella:“Il botto vero scoppiò quando si scoprì che l'architetto, nel nome della purezza delle forme, non si era minimamente posto il problema dei disabili. I quali, giustamente, piantarono la grana: possibile che dopo 434 ponti costruiti a Venezia nei secoli in cui non c'era attenzione per l'handicap, anche il primo e unico dei ponti nuovi nascesse nell'indifferenza per chi è in carrozzina? Possibile che neppure Calatrava si fosse posto l'obiettivo di conciliare l'arte con il rispetto dei diversamente abili e le leggi vigenti? E come aveva potuto la Commissione di Salvaguardia approvare l'opera accettando, tra le motivazioni del «no» ai «servoscala», anche quella che senza quegli infissi metallici l'opera offriva «un impatto visivo certamente migliore»? Messo alle strette, il Comune sterzò. E chiese al progettista di trovare una soluzione. Calatrava disse sì, però, insomma... Un tira e molla. Finché, seccato per i problemi posti a lui e non ai grandi artisti del passato, inviò una lettera incredibile.
Dove si dichiarava a malincuore pronto ad adeguare il progetto ma insisteva nel suggerire ai disabili «l'attraversamento orizzontale mediante vaporetto». Cioè «il superamento del canale a livello dell'acqua coordinato con i servizi dell'Actv».
Quindi possiamo concludere che si tratta di un problema grave, di un istituzional-culturale disprezzo della legalità, noto da tempo a molti, anche se non a me.
E nonostante questo il 25 settembre a Udine, nel teatro della città, il sindaco Cacciari aprirà un convegno-incontro internazionale dal tema “Territorio e vita”, partecipando (anche nella sua dichiarata veste di filosofo) a una tavola rotonda in cui introdurrà il tema “profezia e politica”.
Una svista che suona beffardamente ironica ma che in molti mi diranno essere giustificata dalle buone intenzioni (da un po’ di tempo in qua me ne parlano in troppi: devo pensarci su) o una vera profezia, nel senso che il filosofo, esteta sedotto dal marketing, approfitterà dell’occasione offertagli da una prestigiosa associazione locale per spiegarci profeticamente quel che ci aspetta nel futuro?
Io non lo so.
So però che la decisione del Cacciari è necessariamente collettiva, non é (ancora) doge e si trova con una giunta in cui, secondo le mie verifiche siedono: PD, SDI, Lista civica, Sinistra arcobaleno (origine verdi), e tre assessori di cui non mi è riuscito di identificare l’appartenenza. Tutti concordi? E i partiti di riferimento che fanno? Chiudono gli occhi purché la sinistra a Venezia tenga?
Signori se non vi distinguete dalla Lega come faccio ad andare a votare?
Collegamenti: D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503.; Corriere della sera il 27 agosto; qui.: giornalista Stella
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venerdì, 05 settembre 2008
LA POLITICA DELLE FROTTOLE

Lo scorso mese di maggio il governo italiano rendeva nota –e pubblicizzava con clamore- l’iniziativa di prendere le impronte digitali ai rom italiani e stranieri presenti sul territorio. Nella convinzione che l’iniziativa sarebbe stata apprezzata, l’insistenza sull’estensione dell’insozzatura dei polpastrelli anche ai minori veniva particolarmente pubblicizzata e suscitava spesso consensi ed entusiasmi. A livello governativo si provvedeva ad emanare immediatamente tre ordinanze *, proclamate come obiettivi di nuova civiltà.
Il tutto contraddiceva raccomandazioni dell’ONU 
 e  risoluzioni del Parlamento europeo.

Il bel sito http://sucardrom.blogspot.com/ ne propone una serie ordinata che in parte cito, naturalmente consentendo l’accesso ai documenti integrali con gli opportuni collegameniti.

- Giovedì 15 novembre 2007 – Strasburgo  Edizione definitiva
Applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

 - Risoluzione del Parlamento europeo su una strategia europea per i Rom, votata a larghissima maggioranza il 31 gennaio 2008.

- Giovedì 10 luglio 2008 – Strasburgo   Edizione provvisoria
Censimento dei rom in Italia            
 
Conoscevo, almeno nelle loro linee generali questi documenti e perciò la mia meraviglia è stata grandissima quando questa mattina ho letto che il portavoce di Jacques Barrot. Commissario per Giustizia e gli Affari interni dell’Unione europea dichiarava accettabili le disposizioni del ministero dell’interno italiano in materia di Sinti e Rom. Mi sembrava una contraddizione insostenibile.
Anche n ella rassegna stampa che ascolto al mattino oggi si parlava di piccolo giallo.
Be’ non era un giallo, ma un voluto cortocircuito informativo.
Semplicemente non si era mai detto che le norme inviate all’Unione europea non erano quelle pubblicizzate, fra volgarità e battute –è il caso di dirlo- di bassa Lega, ma altre, profondamente modificate.
Così – in un furbesco gioco delle tre carte le Dichiarazioni Europee non si collegavano alle prime Disposizioni ministeriali, come espresse nelle Ordinanze di maggio, ma alle seconde pubblicate il 17 luglio come Linee guida, di cui mai si era parlato.
E le disposizioni seconde erano state molto modificate rispetto alle prime e avevano perso le loro caratteristiche di ferocia discriminante, pur non costituendo il decalogo della nuova solidarietà

Mi riservo i prossimi giorni di pubblicarne una sintesi **: per oggi mi limito a due considerazioni di metodo.
1. La prima: Come è potuta una bufala irridente al nostro sistema di diritti fondamentali, internazionalmente e nazionalmente riconosciuti, farsi notizia?
La probabile fonte è una velina che riportava
le dichiarazioni del Commissario per Giustizia e gli Affari interni dell’Unione europea, sorvolando sul testo di riferimento in totale disprezzo della logica e della dignità dei cittadini governati dalle frottole.
2. La seconda. Sono felice di aver avuto le informazioni che mi hanno messo sulla giusta pista per documentarmi da una consigliera comunale di Udine, che evidentemente rispetta le istituzioni, ritenendole luogo per correttamente informare e non per giocare con le altrui emozioni a proprio vantaggio.
Sarebbe opportuno che altri si adeguassero a questo poco diffuso comportamento.

* www.deaweb.org/semplice.bancadati.documenti.leggi.php?id=852&testo=
www.deaweb.org/semplice.bancadati.documenti.leggi.php?id=851&testo=
www.deaweb.org/semplice.bancadati.documenti.leggi.php?id=850&testo

** Elenco dei post in cui ho parlato –da giugno ad oggi- della questione Rom:
GIUGNO:
7_ Schedati perché nomadi;
12_ Osservazioni sulle norme in materia di stranieri (documento         ASGI);
27_ cittadini e sudditi;            30 _anniversari intriganti
LUGLIO:
1_Noi tireremo dritto;     28_ Radio Rai: italiche ignoranze
29_ E' solo un dito medio;   29_Chi strumentalizza chi;
AGOSTO
3_ Un dito bambino;    4_Intermezzo;    
7_Sono confusi: chi vuole aiutarli?;
19_ Moderne spregiudicatezze o propaganda dell'abiezione?
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lunedì, 01 settembre 2008

Buon Ramadan

Avrei voluto scrivere questa pagina di mattina.
E avrei dovuto. A Natale amici e parenti mi fanno gli auguri nei giorni precedenti, non la sera, ma la giornata è corsa veloce, con tempi non controllabili e così solo ora auguro a tutti gli amici mussulmani (che li conosca o no) ‘buon Ramadan’ per l’anno 1429.
Ricordo un indimenticabile Ramadan a Betlemme; anche se ormai l’inquinamento luminoso non risparmia alcun luogo, la luna è più visibile là che qui da noi. E allora la luna mi accompagnò per un mese, nel suo crescere e nel suo calare. Era la prima volta che faceva parte del mio vissuto quotidiano fino alla straordinaria cena dell’ultimo venerdì, consumata in una casa mussulmana, accoccolata su quelli che sapevo sarebbero diventati, appena gli ospiti se ne fossero andati, i materassi per il riposo notturno. Altro non c’era, ma il senso di amicizia, di accoglienza di festa, dava ai cibi un sapore indimenticabile: per me resterà sempre il gusto del Ramadan.

Il 27 ottobre sarà la giornata del dialogo cristiano-islamico: nei primi anni dopo quell’atroce 11 settembre del 2001 (che segnò l’inizio della celebrazione) veniva scelto l’ultimo venerdì di Ramadan; da quest’anno –considerate le difficoltà che una data mobile può procurare- la data sarà il 27 ottobre.
Il sito ‘il dialogo.org’ pubblicherà notizie, informazioni, riflessioni e a quel sito rinvio chi ne fosse interessato
Voglio però aggiungere un piccolo ricordo personale. Qualche anno fa mi trovai nella basilica di Aquileia con un’amica mussulmana, che restò affascinata dal mosaico pavimentale. Poiché sapevo che la storia del profeta Giona si trova anche nel Corano (Yûnus, nella decima sura) glielo feci notare e l’uscita diventò quasi impossibile. Non c’era verso di staccarla da quelle immagini di cui voleva notare e confrontare ogni particolare.
Alla fine mise una mano in tasca e ne trasse una scatolina che mi regalò. Conteneva un dattero: il frutto che rompe il digiuno del Ramadan, dolce come il sacrificio fatto per Allah.
Fatta di necessità virtù non avevo osato mangiare mentre lei digiunava e così ruppi anch’io, e solo io perché non c’erano altri datteri, il mio digiuno.
Ancora un sapore indimenticabile dei miei Ramadan.

collegamenti: sito

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