NELSON MANDELA E OBAMA
Questo è il testo della lettera spedita da Nelson Mandela a
Barack Obama. Credo che questo augurio non ne abbia altro che possa stargli alla pari.
Nelson Mandela ha vinto l’apartheid: Se Obama non pagherà un prezzo alto come quello di Mandela, lo dovrà al primo presidente del Sud Africa
Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri
Se qualcuno vuol leggere, integralmente e in italiano, il primo discorso di Obama dopo le elezioni faccia clic qui,
DIRITTO ALLA SALUTE
a seguito dei miei diari del 21, 26, 28, 31 ottobre e 3 novembre pubblico un documento di sintesi che mi sembra importante perché aiuta a costruire un quadro complessivo della normativa riguardante gli stranieri in Italia.
La mittente di questo documento ha contestualmente inviato ai destinatari la lettera del Simm che io ho segnalato il 21 ottobre:
Cari amici e care amiche,
vi inviamo alcuni aggiornamenti sui recenti sviluppi in ambito immigrazione, in particolare per quel che riguarda l'iter di approvazione del pacchetto sicurezza.
Ecco in breve quale è, allo stato attuale, la situazione delle varie misure previste dal pacchetto sicurezza:
1) legge n.125 del 24 luglio 2008, di conversione del decreto legge n.92, ed entrata in vigore il 28 luglio 2008. Con questa legge sono state introdotte:
· l'espulsione per i cittadini extracomunitari e l'allontanamento per quelli comunitari che sono condannati ad almeno due anni di reclusione;
· l'introduzione della permanenza irregolare sul territorio fra le circostanze aggravanti in caso di reato;
· la reclusione fino a tre anni e la confisca dell'immobile per chi ospita a titolo oneroso uno straniero privo di titolo di soggiorno o gli cede un alloggio, anche in locazione;
· la reclusione da sei mesi a tre anni per chi assume stranieri irregolarmente presenti (oltre alla multa di 5000€);
· la segnalazione da parte del sindaco alle autorità competenti della presenza di stranieri irregolarmente presenti;
· il cambiamento del nome dei Centri di permanenza temporanea
(CPT) in Centri di identificazione ed espulsione (CIE).
2)decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 in materia di riconoscimento dello status di rifugiato. Questo decreto, assieme a quelli sul ricongiungimento familiare e sulla circolazione dei cittadini comunitari, ha ottenuto, durante il mese di luglio, l'approvazione da parte delle Commissioni parlamentari. Ad agosto, data la delicatezza della materia, il Consiglio dei Ministri ha deciso di inviare i tre decreti legislativi (su asilo, ricongiungimento familiare e circolazione dei cittadini comunitari) alla Commissione europea per avere un parere riguardo la compatibilità con l'ordinamento comunitario. A fine settembre i decreti legislativi su asilo e sul ricongiungimento familiare sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri e si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In base ai testi che fino ad ora sono stati resi noti, il decreto sul riconoscimento dello status di rifugiato, dovrebbe introdurre:
· · una limitazione del diritto di circolazione sul territorio nazionale per i richiedenti asilo;
· · il concetto di manifesta infondatezza della domanda;
· · alcune restrizioni riguardo la possibilità di presentare ricorso verso l'esito negativo della domanda (in alcuni casi si riduce il tempo a disposizione per presentare l'impugnazione, in altri non si concede un permesso di soggiorno nel periodo di attesa del responso);
· · il trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione dei richiedenti asilo che hanno presentato la domanda di asilo dopo aver ottenuto un provvedimento di respingimento alla frontiera o di espulsione.
3) decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5 in materia di ricongiungimento familiare. Questo decreto legislativo ha avuto lo stesso iter del decreto legislativo riguardante l'asilo.
In base ai testi disponibili, il decreto dovrebbe introdurre alcune limitazioni per poter richiedere il ricongiungimento familiare, fra cui:
· · il limite minimo di età per il coniuge di diciotto anni;
· · la possibilità di ricongiungersi con i figli maggiorenni (non coniugati) solo in caso di invalidità totale;
· · la possibilità di ricongiungersi con i genitori solo in assenza di altri figli nel paese di origine o, se ultrasessantacinquenni, quando gli altri figli non possono sostenerli per documentati gravi motivi di salute;
· · la possibilità del ricorso all’esame del DNA per l’accertamento del rapporto di parentela, quando manchi la documentazione o sussistono fondati dubbi sulla sua autenticità;
· · la riformulazione, in senso restrittivo, dei parametri di reddito necessari per ottenere il ricongiungimento familiare;
· · la necessità di stipulare un'assicurazione sanitaria per il ricongiungimento con il genitore a carico;
· · l'estensione a sei mesi (dagli attuali tre) del periodo massimo di attesa per il nulla-osta (al termine di questo periodo si può ottenere direttamente nelle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane il visto).
4) decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 in materia di libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari. La Commissione europea ha bocciato lo schema del decreto inviato dal Governo italiano riguardante la libera circolazione dei cittadini comunitari, ritenendo eccessiva l'espulsione e sufficiente l'invito ad allontanarsi dal paese. Quindi il decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 non verrà modificato.
5) Disegno di legge n. 733 – disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Il testo è attualmente in discussione alle Commissioni riunite 1°(Affari Costituzionali) e 2° (Giustizia) del Senato. Fra le disposizioni previste nel disegno di legge sono comprese alcune modifiche della legge n.91 del 1992 sulla cittadinanza italiana (nella parte riguardante l'ottenimento della cittadinanza italiana per matrimonio), l'introduzione del reato di ingresso illegale nel territorio dello stato (punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni), l'estensione del periodo di trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione fino ad un massimo di 18 mesi. Vari emendamenti sono stati proposti al disegno di legge, fra questi desta particolare preoccupazione quello riguardante il diritto all'assistenza medica per le persone non in regola con il titolo di soggiorno. Questo emendamento vuole, fra le altre cose, abrogare il comma 5 dell'art. 35 del Testo Unico sull'Immigrazione, che prevede il diritto per gli stranieri irregolari di accedere alle strutture sanitarie senza essere segnalati alle autorità (se non nei casi in cui sia obbligatorio il referto). Altri emendamenti riguardano l'introduzione del permesso di soggiorno a punti, con un sistema simile a quello della patente che non può, nella sua rigidità, tener conto delle singole e reali situazioni, l'istituzione di un fondo per la prevenzione dei flussi, finanziato in parte da contributi provenienti dalle procedure per il rilascio dei titoli di soggiorno e della cittadinanza, l'obbligo di indire dei referendum popolari prima di autorizzare la realizzazione di luoghi di culto (per le confessioni religiose che non abbiano stipulato intesa con lo Stato) e di campi nomadi, la necessità di essere in possesso di un titolo di soggiorno valido per poter contrarre matrimonio.
Noi del Servizio Rifugiati e Migranti abbiamo fin da subito espresso perplessità e preoccupazione riguardo buona parte delle novità inserite nel pacchetto sicurezza.
Queste norme partono dal presupposto che ogni straniero senza permesso di soggiorno sia un criminale e sembrano voler ignorare la rigidità del sistema per l'ingresso in Italia, che non permette di convertire i titoli di soggiorno e di sanare le situazioni di irregolarità.
Se l'obiettivo prioritario vuole essere quello di prevenire la presenza irregolare sul territorio, è necessario, come suggeriamo da tempo, prevedere l'introduzione di strumenti diversificati, come l'apertura di ulteriori canali regolari di ingresso per motivi di lavoro o la revisione dell'iter burocratico per i rinnovi e la conversione dei permessi di soggiorno. Inoltre riteniamo sia importante favorire, invece che ostacolare, il diritto al ricongiungimento familiare, riconoscendone così il valore fondamentale nel percorso di integrazione e di convivenza.
Le misure inserite nel pacchetto sicurezza sono invece destinate, a nostro avviso, a contribuire alla creazione di sempre maggiori situazioni di marginalità ed esclusione sociale.
Sperando che questo piccolo report vi possa essere utile, rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda o problema.
Un caro saluto,
Patrizia Toss Servizio Rifugiati e Migranti
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
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