Questo diario elettronico ha una storia... (continua)


martedì, 25 novembre 2008
MONOTEMATICITA’ O NO?
 
Già nel mese di ottobre in Friuli Venezia Giulia venivano spontaneamente raccolte firme a seguito di un comunicatodi medici e operatori sanitari del Friuli Venezia Giulia” in adesione “all’appello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni S.I.M.M.per ritirare l’emendamento che modifica l’art. 35 del T.U. sull’immigrazione”.
Domenica scorsa un diffuso quotidiano locale riportava un paio di brevi citazioni tratte da un intervento del dr. Conte, Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Udine, il cui carattere di risposta al Comunicato dei suoi colleghi era pienamente evidente.
Oggi sono riuscita ad avere il testo integrale di quell’intervento, testo che ritengo di estrema importanza (tanto che lo riporterò integralmente in calce alle note con cui voglio evidenziarne alcuni aspetti che mi sembrano innovativi e coraggiosi).
Uno é il riferimento all’intervento del ministro
Sacconi  il quale “ha precisato che <il medico curante deve segnalare se il paziente e' un irregolare. Se é clandestino deve essere segnalato per la sua situazione di clandestinità ed espulso>, manifestando così , da ministro della salute, COMPLETO DISINTERESSE PER I PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ a fondamento della professione medica”.

E aggiunge:
Qualora dovessero passare i provvedimenti annunciati dal governo, i medici DOVRANNO rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati irregolari, esercitando l’OBIEZIONE DI COSCIENZA per non venir meno ai principi etici e deontologici della loro professione”.
"Con questo non si vuole negare la giusta e condivisibile attenzione che va posta al problema della sicurezza , ma riteniamo che essa vada coniugata con uguale attenzione con i principi civili e sociali del nostro Paese, da sempre ispirati alla solidarietà, all'accoglienza e alla tutela della salute, senza tralasciare la doverosa attenzione ai principi etici e deontologici fondamentali della Professione Medica".
La dichiarazione del presidente Conte, riprende rendendoli ancora più chiari e definiti, i principi già enunciati nel comunicato (23 ottobre) della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che tra l’altro diceva che non é possibile: “non sottolineare la violenza del conflitto che si andrebbe a determinare in carico al medico diviso tra il rispetto della normativa –...- e  i principi etico/deontologici professionali che è tenuto a rispettare e che - ...- hanno una valenza universale. Un conflitto tra questi due imperativi sarebbe lacerante e -...- altamente destabilizzante”.
A questo punto mi sembra necessario sottolineare la conclusione della lettera del Presidente della Federazione degli Ordini della Toscana che afferma di essere “disponibile a collaborare con le istituzioni regionali per tutte le iniziative che possano essere utili allo scopo
”.
E’ evidente che questi scritti non possono non turbare chi ghettizza la medicina nelle corsie di un ospedale o ne fa intervento esclusivo nei confronti della sofferenza vissuta nel privato, dimenticando che la situazione di benessere fisico, psichico e sociale, che chiamiamo salute, implica la messa in gioco di fattori complessi, che vanno oltre i rimedi della farmacologia e gli interventi della chirurgia.
Così il gioco si fa ineluttabilmente politico e, a fronte della proposta toscana (e degli impliciti riferimenti di quella friulana) come possiamo spiegare l’agghiacciante silenzio delle istituzioni politiche in Friuli e la voce , quando c’è, timida e incerta della società civile?
La Costituzione della Repubblica italiana parla (art. 2) di “
doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” .ma quanti l’ascoltano?

Per le precedenti informazioni si vedano i diari del 21, 26, 28, 31 ottobre, 3, 6, 11, 14, 19 e 21 novembre
 
Collegamenti per leggere integralmente i documenti citati:
comunicato,  appellocomunicatolettera
 
COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE

PREOCCUPAZIONE SU PROPOSTA EMENDAMENTO DEL
C.D. “PACCHETTO SICUREZZA”

Il Medico non è un delatore e risponde all’obbligo deontologico di garantire assistenza a tutti “senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia,in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.
Lo afferma Luigi Conte, Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine parlando della proposta di emendamento al cosiddetto Pacchetto sicurezza ripresentato all'esame del Senato, nonostante il ritiro deciso nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e giustizia di Palazzo Madama. Inoltre esprime profonda preoccupazione per la notizia delle agenzie di stampa del 14 novembre u.s. secondo cui il governo intende attuare rapidamente il “Pacchetto Sicurezza” (atto 733) in discussione al Senato. Ed a tale proposito, ancora più preoccupazione desta la posizione espressa dal Ministro Sacconi che ha precisato che “il medico curante deve segnalare se il paziente e' un irregolare. Se e' clandestino deve essere segnalato per la sua situazione di clandestinità’  ed espulso", manifestando così , da ministro della salute, completo disinteresse per i principi di solidarietà a fondamento della professione medica.
I due emendamenti depositati da alcuni Senatori della Lega Nord (prot. 39.305 e 39.306), chiedono rispettivamente la modifica del comma 4 e l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immi g r a z i o n e ) .
La modifica al comma 4 introduce un rischio di discrezionalità che amplificherebbe la difficoltà di accesso ai servizi sanitari facendo della “barriera economica” e dell’eventuale segnalazione (in netta contrapposizione al mandato costituzionale di “cure gratuite agli indigenti”), un possibile strumento di esclusione, certamente comprome ttendo la stessa erogaz ione delle pres taz ion i .
Ma in particolare è di estrema gravità l’abrogazione del comma 5.
Esso prevede infatti che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere che territoriali) da parte dello straniero non in regola con le norme di soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
La sua cancellazione metterebbe in serio pericolo l’accesso alle cure mediche degli immigrati irregolari, violando il principio universale del diritto alla salute, ribadito anche dalla nostra Costituzione. L’art. 32 recita: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Si creerebbe inoltre una 'clandestinità sanitaria-, pericolosa per l'individuo e per la collettività.
Ma soprattutto pretenderebbe di costringere il medico ad andare contro le norme morali che regolano la sua professione contenute nel codice deontologico.
La professione medica si ispira a principi di solidarietà e umanità (art.1) e al rispetto dei diritti fondamentali della persona (art. 20). Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o di cui venga a conoscenza nell’esercizio della professione (art. 10). La relazione tra medico e paziente è basata infatti su un rapporto profondamente fiduciario, incompatibile con l’obbligo d i denuncia.
Il Presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco, ha scritto il 23 ottobre u.s. al Presidente della Commissione Giustizia del Senato, al Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato e, per conoscenza, a tutti i Componenti delle due commissioni, evidenziando la conflittualità insostenibile tra il provvedimento proposto e  le norme d i deontologia med i ca .
L’Ordine dei Medici di Udine accoglie e sottoscrive l’appello di un grande numero di colleghi e cittadini e della SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) per chiedere il ritiro degli emendamenti sopra specificati e ripresentati. Qualora dovessero passare i provvedimenti annunciati dal governo, i medici dovranno rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati irregolari, esercitando l’obiezione di coscienza per non venir meno ai principi etici e deontologici della loro professione.
L'approvazione degli emendamenti di cui sopra comporterebbe una fuga degli stranieri irregolari dalla sanità pubblica rendendoli non più controllabili dal punto di vista sanitario con la creazione di una sanità parallela clandestina, fuori dal controllo del Ssn, con evidenti ripercussioni sulla nostra sanità pubblica per l’aumento del rischio di diffusione di patologie anche gravi non più presenti nei cittadini italiani".
"Con questo non si vuole negare la giusta e condivisibile attenzione che va posta al problema della sicurezza , ma riteniamo che essa vada coniugata con uguale attenzione con i principi civili e sociali del nostro Paese, da sempre ispirati alla solidarietà, all'accoglienza e alla tutela della salute, senza tralasciare la doverosa attenzione ai principi etici e deontologici fondamentali della Professione Medica".
OMCeO Udine - 20 novembre 2008
 
http://www.simmweb.it/fileadmin/documenti/Simm_x_news/novembre/
11-19_Comunicato_stampa_OISG_SIMM.pdf
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venerdì, 21 novembre 2008
PARLAMENTARI SCONVENIENTI,
MORTI DISCUSSI
 E ALTRO
 
Parlamentari sconvenienti oggi ...
Chi vuol leggere un succoso articolo di Curzio Maltese, pubblicato su Repubblica di oggi, può fare clic qui.
Il giornalista tratta, con comprensibile sdegno, la vicenda Villari , un “piccolo barone della medicina, Villari è stato riciclato prima da Mastella e poi da Rutelli non tanto in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria”.
E’ una storia dove hanno sbagliato tutti: da Di Pietro che ha proposto Orlando (un ricambio, magari generazionale, mai?), alla maggioranza che ritiene di poter controllare in toto anche gli organi di vigilanza, allo stesso sullodato Villari ... ma soprattutto ha sbagliato chi l’ha candidato al Senato.
Perché questo signore non é mica stato votato dai cittadini italiani, ma imposto dai partiti, incapaci di guardare oltre l’appartenenza e la fedeltà alle segreterie, a loro volta nate da questi ricicli e quindi fuori dal giro delle persone competenti e per bene.
Su questo blog a suo tempo ho messo in discussione la candidatura del gen. Del Vecchio, esperto in casini, capace di intravederne un futuro a fianco dei patri eserciti (si veda nel mio blog del 9 aprile ...
e non manca il grottesco).
Mentre Maltese conclude la descrizione della tipologia dei parlamentari di cui il Villari é degno rappresentante “disposti a tutto pur di ottenere la benedizione di un Vespa, un consigliere d'amministrazione, le briciole della torta regalata tanto tempo fa a uno solo, che ora vuol portarsi via pure il vassoio”, io mi permetto un ricordo.


... e ieri
All’inizio del governo Prodi, quando era in ballo l’elezione del Presidente della Commissione difesa al Senato, la carica sarebbe dovuta andare alla senatrice Menapace, ritenuta dalla destra indegna perché antimilitarista trasparente. Fu eletto invece il senatore De Gregorio (di Italia dei Valori), che si appropriò della carica sostenuto dal Partito della Libertà.

Tornando alle cure negate per ragioni di razza
Segnalo, come sempre il sito sella Società di medicina delle migrazioni che offre molte notizie in merito alla sanità negata agli stranieri “non regolari”, propone parecchi interessanti collegamenti ma soprattutto ci informa che;
1. il Presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana ha convocato le Commissioni Sanità delle Regioni“per una mobilitazione generale”;
2 il voto sul pacchetto sicurezza é stato posticipato al mese di dicembre per dare spazio all’esame della legge finanziaria.
3. Il sen. Casson ha espresso la volontà di richiedere da parte del PD il voto segreto per una serie di emendamenti e articoli (di cui ha fornito per iscritto l'elenco alla Presidenza) in quanto contrastanti con numerosi articoli della Costituzione. Si fa riferimento, in particolare, a 48 emendamenti
riguardanti 33 articoli, per violazione degli articoli 13, 14, 15, 18, 19, 22, 24, 25, 27, 29, 30, 31 e 32 della Carta costituzionale. Si tratta di articoli riguardanti i rapporti civili, i diritti e i doveri dei cittadini, le questioni di libertà e i doveri fondamentali, in particolare le questioni relative alla libertà personale, all'inviolabilità del domicilio, della corrispondenza, al diritto di associazione, alla libera professione di fede religiosa. Si tratta, inoltre, degli articoli concernenti l'educazione e l'istruzione dei minori e la tutela della salute di tutte le persone (le cronache delle giornate sul sito del Senato.
E’ bello venir a sapere che da qualche parte i rappresentati dei partiti nelle istituzioni riescono a capire quel che sta succedendo.
Dalle mie parti invece no.
Si vedano i diari del 21, 26, 28, 31 ottobre, 3, 6, 11, 14 e 19 novembre.

Se non basta perseguitare i vivi ci sono sempre i morti, tranquilli e disponibili.
Succede a Udine. La giunta comunale si dispone a creare uno spazio in uno dei cimiteri cittadini perché i mussulmani possano seppellire i loro morti secondo le modalità della loro cultura, con la giunta stessa contrattate.
La Lega Nord dichiara ad un quotidiano locale una serie di stupidaggini, afferma di voler raccogliere firme della popolazione contro la decisione giuntale e naturalmente attizza paure abilmente costruite nel corso di anni e aumenta il livello delle diffusione del pregiudizio.
Ho scritto una lettera ad un quotidiano locale. E’ molto lunga, vedremo se la pubblicherà. Chi fosse interessato può leggerla, leggermente modificata per togliere riferimenti locali troppo specifici per interessare oltre il livello udinese, nel solito benemerito sito Il
dialogo.
 
Collegamenti: quisocietà, dialogo 
 
 
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mercoledì, 19 novembre 2008
RISPOSTE  
La questione di cui mi occupo da tempo, il brandello del pacchetto sicurezza che riguarda la negazione delle cure agli stranieri, ha suscitato un interesse esplicito fra alcuni lettori che si sono espressi con commenti per me interessanti.
Così posso realizzare il desiderio con cui ho aperto questo blog, quello di suscitare un dialogo.
Tralascio le espressioni di consenso, cui rispondo globalmente “grazie”.

Una lettrice scrive, come gli altri interlocutori, in calce al diario ‘Un passo indietro’ del 14 novembre

ho inviato la tua mail sia al mio medico che ad un gruppo di amici che esercitano questa professione. Ho avuto personalmente assicurazione, trattandosi di persone che ritengono il loro lavoro una missione, che non avrebbero mai rifiutato le cure ad in immigrato, anche a costo di curarlo al di fuori della struttura sanitaria
.

e un’altra le risponde:

"... anche a costo di curarlo al di fuori della struttura sanitaria."
Sarebbe auspicabile che un diritto fondamentale come quello della salute non fosse appannaggio della buona volontà del singolo, ma fosse un pacifico ed elementare diritto, non solo carità ma giustizia

Secondo me la risposta tocca il punto essenziale dell’argomentazione,ma voglio aggiungere qualche cosa perché ritengo molto importante ragionare sui percorsi sanitari reali, per scoprire chi si incontra su questi percorsi.
Innanzitutto il medico di base (e tali mi sembrano coloro che hanno risposto). E’ l’unica figura professionale cui gli stranieri privi di permesso di soggiorno non hanno diritto e perciò ben vengano interventi volontari, ma...
i problemi si pongono per le cure necessarie e urgenti e la prevenzione. In questo caso il volontariato non c’entra nulla perché solo la struttura sanitaria può corrispondere a esigenze di ricovero, di problemi connessi alla“
profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai”.
Un problema che mi angoscia in modo particolare é quello delle vaccinazioni ai bambini: sono cure che vengono registrate in appositi pubblici registri e noi abbiamo deciso di creare una categoria di bambini per cui prevenire la poliomielite equivale alla condanna di tutta la famiglia. Su questi problemi il volontariato deve trasformarsi in impegni di cittadinanza: non c’é scelta.

Il solito Lino, affezionato visitatore del mio blog (così come io sono del suo ‘battello ebbro’) ha scritto un’altra nota realistica che dovrebbe essere oggetto di riflessione: ” Ci sono molti motivi per considerare stupida, retrograda, razzista e ignorante la legge che vuol togliere la sanità agli stranieri con i documenti non in regola: quello che personalmente mi indigna di più è pensare alle mie corsiste badanti, che si fanno in quattro, e poi si trovano col rischio di essere prive del medico

E non dimentico la corrispondenza.
Un’altra lettrice invece ha scelto la via della corrispondenza privata, ma io non voglio privarmi e privare del suo contributo e così lo riporto. Costei ha ripreso le domande che io facevo nel mio “Un passo indietro” del 14 novembre e ha risposto una per una.
Trascrivo le mie domande (D) e le sue risposte (R):

DMi chiedo, ma forse perdo tempo, chi sosterrà i medici capaci di rispettare il proprio codice deontologico?
R Si sosterranno da soli, fino a quando potranno, poi forse si ammaleranno, è già accaduto
D
 Come faranno i responsabili della sanità nelle istituzioni locali (almeno quelli che non si siano consapevolmente o per noia adeguati alla pazza bestialità dominante) ad accettare di trasformare un bene primario, già riconosciuto diritto, in un privilegio a differenziazione geografica?
R L’alibi della maggiore/minore spesa sanitaria non è un ottimo riferimento per tacitare le argomentazioni di molti? E’ già accaduto
D E di farlo per i residenti nel proprio territorio, persino se bambini?,
Rin nome della sicurezza, si raccontano tante “stronzate” ai residenti, che  
 credono di tutelarsi esigendo regole certe.
D
Avranno la sfrontatezza di dar spazio all’organizzazione di futuri family day?
RIl bisogno di appartenenza è più forte e motiva molti raduni, l’azione frammentata non abbisogna di passato né di futuro
D:
Sorvolo sugli atei devoti ad alleanza papale che voteranno in parlamento in favore dell’emendamento della Lega Nord.
E sorvolo ancor più decisamente sui “devoti cristiani” tout court che si faranno obbedienti ai più opportunistici dictat di partito. Basta la convenienza a giustificare una simile resa?
R: Non è una resa e forse nel lungo periodo non è nemmeno convenienza, è stupidità che pare sia ancor più terrificante
......

Credo che a volte si sia cittadine, a volte suddite, se si hanno le spalle protette non si raschia il fondo, e forse questa è la maledizione, per cui non sarà mai una cosa troppo seria.

D
E come farò ad affidare la mia salute a un medico che si faccia beffe di ciò che ha giurato?
RCome farai a saperlo?
D
E se ancora insegnassi (per fortuna sono in pensione) come farei ad insegnare l’educazione civica, millantato valore-obiettivo della ministra Gelmini?
RCredi ancora che l’essere cittadino/a sia un riferimento sensato e soprattutto esperito?



E non dimentichiamo il card. Ruini

Le questioni sono molte, troppe per rispondere una ad una. Le affido a chi legge se vuole contribuire alla continuazione del dialogo.
Io mi limito a rispondere al “Come farai a saperlo?”
Quando ne avrò l’opportunità mi aggrapperò al caso, sperando di non essere sola e, se sarò sola, farò scattare la morale kantiana, se e per quanto ne sarò capace.
Mi limito a rinviare al mio diario del 25 novembre 2005 dove racconto di aver ricusato il medico di base dopo aver scoperto che, nel suo ambulatorio, aveva messo, consapevole di ciò che faceva, dépliant del movimento Scienza e Vita che, prono al card. Ruini, invitava a non votare al referendum sulla fecondazione assistita.
Che c’entravano quei dépliants con l’attività di cura?

E infine ancora un intervento su cui concordo:

L'ossimoro ha nella politica italiana, immaginifica e parolaia, una lunga tradizione; pensi alle mai dimenticate convergenze parallele, e forse, a volerla prendere alla larga, al trasformismo. In materia le segnalo anche la qualifica, resa nota da Giavazzi, di «liberista di sinistra».
Quanto ai “devoti cristiani”, beh, credo che ormai la qualifica religiosa serva solo ad identificare lo schieramento politico di appartenenza, ed a raccogliere consensi, appoggi e clientele. Guardi il sedicente cattolico Cossiga cos'ha il coraggio di dire. Ed il silenzio terribile delle istituzioni, anche religiose; solo ieri ho saputo della denuncia di un cittadino, che si perderà nel nulla amministrativo.
L'Italia è un paese di scettici, ed il familismo amorale è troppo preso dal “particulare” per lasciar spazio alla spiritualità. Men che meno quella rigorosa, di stampo protestante.

 

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lunedì, 17 novembre 2008
FORSE È TROPPO TARDI
ma non é un motivo per tacere

Vi trascrivo una lettera che ho inviato ad un gruppo di amici che cerco di informare sulla vicenda degli emendamenti all’art. 35, di cui ho già dettoil 21, 26, 28, 31 ottobre, 3, 6, 11 e 14 novembre.
Domani spero di riuscire a rispondere a chi mi ha inviato commenti in proposito.

La lettera del 17 novembre
Trascrivo di seguito l’ultimo appello della Società Italiana di medicina delle migrazioni, cui faccio seguire l’iter della legge che introdurrà la clandestinità sanitaria, creando le condizioni per un aumento dei rischi per la salute di tutta la popolazione, un conseguente aumento della spesa sanitaria, insieme alla devastazione della deontologia professionale dei medici.
Segue la tabella dei tempi del dibattito del senato in aula.
Usando i collegamento là riportato potrete avere informazioni sul testo della legge, sugli emendamenti accolti e bocciati ecc. ecc.
Come ho già scritto la proposta investe molti campi: io mi sono limitata agli emendamenti che negano il diritto alla salute perché lavorando da sola –e volendo assicurare una informazione corretta e accurata- non posso affrontare più soggetti.
Lascio gli slogan alle forze politiche amanti di esibizioni verbal-muscolari. Non so se avrò occasione di scrivere ancora se non per informare della consumazione del crimine.
Voglio però esprimere tutto il mio disgusto per il silenzio di chi ha responsabilità amministrative a livello locale e legislative a livello regionale e non ha saputo o voluto prendere preventive distanze dalle decisioni governative: affiderei a questi signori il compito di dire ai genitori non regolari di bimbi in età di vaccinazione che ai loro figli sarà negata e alle donne in gravidanza che il loro parto non sarà assistito. E non con una circolare, ma uno per uno, guardandoli in faccia. Se devono fare i carnefici almeno non siano mascherati.
Sorvolo sulle associazioni dei buoni e sulle chiese, avvoltolate nel silenzio che nulla ha a che fare la pace e la giustizia che dicono di ricercare.
augusta
 
Il comunicato della Società di medicina delle migrazioni
16 novembre 2008. Il punto sull’emendamento della Lega che prevede l’abrogazione del divieto di segnalazione dell’immigrato che riceve cure sanitarie. In questi giorni si sono moltiplicate le adesioni all’appello della SIMM, così come gli interventi contro l’emendamento proposto dalla Lega (petizioni in Friuli, adesioni dell’Ordine degli psicologi del Lazio, del Gruppo di lavoro nazionale per il bambino immigrato, del Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale; appelli dell’Ordine dei medici del Trentino e di medici milanesi; mobilitazione di vari gruppi ed associazioni in varie parti d’Italia, di tantissimi colleghi che hanno espresso indignazione e preoccupazione). In radio e su quotidiani non c’è giorno che non si parli in modo critico di tale provvedimento. Purtroppo il ministro Sacconi, cui ci si attendeva una illuminata presa di posizione, si è invece dichiarato d’accordo nel merito con l’emendamento leghista! Intanto in Senato i lavori sono rallentati spesso dalla mancanza del numero legale ... . La settimana che si apre sarà cruciale per il futuro degli immigrati in Italia: sono in discussione, oltre che il diritto all’assistenza sanitaria ed alla salute per coloro che sono presenti temporaneamente non in regola con il soggiorno, altri ambiti importanti che regolano quotidianità e futuro per gli stranieri, quei “nuovi cittadini” che il presidente Napolitano ha definito: “ ... un fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana  … nuova linfa per rafforzare la popolazione italiana, arricchendola di apporti validi e di elementi preziosi di dinamismo …”.
Per questo dobbiamo continuare ad impegnarci per affermare una politica diversa
.
 
 Gli amanti del genere letterario piatto buon senso senza pietà possono usare del collegamento con simmweb e fare clic sul nome del ministro per leggerne le dichiarazioni.
 Io mi limito a ricordare che il medesimo ministro  stato eletto in Veneto (Cinegliano IV)
e fa parte del gruppo del Pdl  
Ora é  
 Ministro del lavoro, salute, politiche sociali (Governo Berlusconi-IV)
 
Dove siamo
E infine potete risalire all’iter che il disegno di legge 733 Disposizioni in materia di sicurezza pubblica ha percorso finora, prima di approdare all’aula. del senato dove ora é in discussione

Collegamenti: . simmwebiter, 733
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venerdì, 14 novembre 2008
UN PASSO INDIETRO

Nel precedente diario avevo scritto (sempre rifacendomi al sito della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) che nella seduta serale del 5novembre u.s. delle Commissioni riunite I e II del Senato, al momento della votazione, “è stato stralciato l’emendamento 18.0.8. Pare che il Governo abbia convinto la Lega a presentare parere negativo all’atto della votazione”.
Sono passati pochi giorni e, sempre l’ormai preziosa e ben organizzata fonte di informazioni, é stata costretta a riproporre il suo appello.
Lo ha fatto (12 novembre) dopo aver riferito di un comunicato ANSA che “annuncia che verrà riproposto in Aula al Senato l’emendamento che prevede l’abrogazione del divieto di segnalazione dell’immigrato che riceve cure sanitarie
Una beffa voluta dalla Lega, i cui componenti probabilmente sono abituati a scherzi stile vecchia caserma? O, peggio, la riapertura di un mercato con altre forze di maggioranza che, per ottenere il ritiro dell’emendamento, non si sarebbero fatte garanti di uno scambio abbastanza generoso?
Sia quel che sia nel sito simmweb, pur costantemente aggiornato, non ho trovato (ancora) traccia di interventi politici, sia rappresentanti di partito, sia di rappresentanti istituzionali.
Né l’opinione pubblica, rinnovata maggioranza silenziosa, li sollecita.
Certamente i numerosi appelli di organizzazioni e ordini professionali non sono diventati fondamento per una riflessione pubblica e condivisa:
Mi chiedo, ma forse perdo tempo, chi sosterrà i medici capaci di rispettare il proprio
codice deontologico? Come faranno i responsabili della sanità nelle istituzioni locali (almeno quelli che non si siano consapevolmente o per noia adeguati alla pazza bestialità dominante) ad accettare di trasformare un bene primario, già riconosciuto diritto, in un privilegio a differenziazione geografica? E di farlo per i residenti nel proprio territorio, persino se bambini? Avranno la sfrontatezza di dar spazio all’organizzazione di futuri family day?
Sorvolo sugli
atei devoti ad alleanza papale che voteranno in parlamento in favore dell’emendamento della Lega Nord.
E sorvolo ancor più decisamente sui “devoti cristiani” tout court che si faranno obbedienti ai più opportunistici dictat di partito. Basta la convenienza a giustificare una simile resa?
A questo punto mi permetto anche di citare il mio post del 23 ottobre: “L’Osservatore sotto osservazione”.
E sorvolo soprattutto su tutti coloro – quali che siano le loro posizioni nei confronti delle “cause ultime” – che hanno giurato fedeltà alla
Costituzione.
Sorvola qui, sorvola là cosa mi resta per sentirmi ancora cittadina e non suddita dell’incoscienza?
E come farò ad affidare la mia salute a un medico che si faccia beffe di ciò che ha giurato?
E se ancora insegnassi (per fortuna sono in pensione) come farei ad insegnare l’educazione civica, millantato valore-obiettivo della ministra Gelmini?

Nota finale
La mia lettera aperta al Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine (recentemente rieletto ) pubblicata qui il 31 ottobre e poco dopo su di un quotidiano locale non ha meritato finora risposta, né pubblica, né privata, né diretta né in fatti che siano stati resi noti.
Con quella lettera chiedevo: “Non so se il parlamento, prima di affrontare il dibattito sul “pacchetto sicurezza” vorrà sentire le voci di coloro che rappresentano i medici e il personale che opera nel campo della sanità che, voglio esserne certa, opporrebbero un significativo rifiuto a tale scempio.
E’ un atto che mi sembrerebbe doversi sollecitare perché questioni di tale portata e delicatezza siano affrontate con la consapevolezza dovuta.
E mi sembrerebbe necessario altresì un pubblico, autorevole intervento per chiarire alla popolazione i termini di un problema che, se inserito in un quadro di paure enfatizzate e surrettiziamente indotte, potrebbe dar luogo a reazioni improprie e pericolose per tutti
.”

Precedenti post sul pacchetto sicurezza: , 26, 28, 31 ottobre, 3, 6 e 11 novembre.

Inserto delle 15.
Il sito Il dialogo ha pubblicato una  nota di sintesi di quanto precede, che io stessa avevo preparato con il titolo "Cosa mi resta per sentirmi ancora cittadina?".
Chi volesse leggerla puù fare clic qui
  

Un saluto a Miriam Makeba.
Nel mio predente diario avevo ricordato la morte di Miriam Makeba e fatto cenno al significato simbolico del luogo in cui era avvenuta, Castel Volturno. Ora proprio da quella città viene un saluto, diffuso dal sito web www.
ildialogo.org, che voglio riportare:
Domenica sera, dopo aver cantato in un concerto contro il razzismo e di solidarietà allo scrittore Roberto Saviano, si è spenta la voce di Miriam Makeba. Da sempre impegnata nella lotta contro la segregazione razziale e per i diritti degli ultimi del mondo, la cantante sudafricana ha cessato di vivere a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove da anni un pezzetto di continente nero si è trasferito alla ricerca di un sogno chiamato benessere, serenità, libertà. Lì molti africani oggi vivono vendendo veleno o il loro corpo: Mamma Africa li aveva voluti incontrare per piangere con loro e per riaccendere la fiammella della speranza. La nuova Africa per cui si deve lottare non è più a Città del Capo o in Nigeria, ma è in Terra di Lavoro, una volta una delle zone più belle del Mediterraneo, oggi devastata dalla camorra e dall’ignavia dei suoi cittadini. I nuovi ghetti, per bianchi e per neri, sono qui, tra Villaggio Coppola e Mondragone e spesso sono scenario di una terribile guerra tra poveri tra italiani e immigrati. Grazie, Mamma Africa. Grazie per aver capito, grazie per essere venuta, grazie per aver donato a Castel Volturno il tuo ultimo grido di libertà e di pace.”
Lo ha scritto Bruno Gambardella.


Collegamenti: simmweb, codice deontologico, atei devoti, costituzione,   ildialogo, Bruno Gambardella


martedì, 11 novembre 2008
UN PASSO AVANTI O NO?

Questo testo é un seguito dei miei diari del 21, 26, 28, 31 ottobre, 3 e 6 novembre. Oggi propongo un collage di citazioni a fronte del fatto che il famoso emendamento proposto dalla Lega al DDL 733 non fa parte del testo che ora dovrà essere discusso dalla Camera.
Si tratta, com’é noto, della proposta cancellazione del comma 5
dell’art. 35  del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286


Da: www.simmweb.it
Nella seduta serale del 5 novembre u.s. delle Commissioni riunite I e II del Senato, al momento della votazione, è stato stralciato l’emendamento 18.0.8. Pare che il Governo abbia convinto la Lega a presentare parere negativo all’atto della votazione.
Il pressing tecnico-politico-deontologico ha dato un suo primo frutto.
Non c’ è da festeggiare per la riuscita (almeno fino ad oggi: il testo del ddl passerà in aula e probabilmente sarà ulteriormente modificato) dell’impegno della SIMM e di tante altre organizzazioni che ha portato al ripensamento sull’emendamento di nostro interesse, ma c’è comunque da essere seriamente preoccupati per il resto!
Esistono infatti “determinanti politici” alla salute: scelte dettate da approcci esclusivamente ideologici, producono condizioni tali che escludono o compromettono percorsi di salute, indipendentemente dell’organizzazione dei servizi sanitari o da specifiche politiche sanitarie.   
Continua      
                                    
 
Ecco alcuni dei determinanti che interessano anche i ROM
ImmigrazioneOggi: passa al Senato il reato di immigrazione clandestina che sarà punito non più con l’arresto ma con una multa fino a 10mila euro. Colpiti anche gli stranieri che si trattengono irregolarmente in Italia. Stretta sui matrimoni.

L’emendamento al ddl 733 del Governo approvato nella notte di mercoledì insieme alle proposte della Lega sull’accordo di integrazione articolato su crediti per ottenere il permesso di soggiorno, il registro dei senza fissa dimora, la tassa di 200 euro sul permesso di soggiorno e sulle richieste di cittadinanza, la certificazione di regolarità del soggiorno per contrarre matrimonio, un test di lingua italiana per ottenere il permesso di soggiorno CE, il divieto di ricongiungimento indiretto nei casi di poligamia.
Bocciato l’emendamento della Lega sulla sanità                                continua  
  
E altri, finalmente, sottolinea un altro aspetto, anche questo di rilevanza costituzionale.
Cito da
NEV – Agenzia informazioni della federazione delle chiese evangeliche in Italia
Maselli: gli emendamenti lesivi della libertà religiosa
Roma (NEV), 5 novembre 2008 - Il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), denuncia l'incostituzionalità di una serie di emendamenti inseriti nel disegno di legge 733, più noto come "Pacchetto sicurezza", in questi giorni in discussione alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Tra gli emendamenti ne figura uno in particolare che prevede la possibilità di referendum comunali prima della
realizzazione sul territorio di campi nomadi, moschee o altri luoghi di culto relativi a religioni che non hanno ancora raggiunto Intese con lo Stato                                                                                     continua
 
Che dire? La preoccupazione per quello che accadrà alla Camera é grande.
Abbiamo visto attraverso il collage di citazioni che ho proposto che nulla é certo e tutto può accadere.
Il fatto che il punto su cui c’é stato un intenso impegno civile coinvolgesse una professionalità di solito rispettata (anche perché dei medici tutti hanno bisogno in momenti difficili) e che una volta tanto questi professionisti reagissero segnalando i danni per la salute pubblica –oltre che una grave violazione di diritti- li ha collocati in una posizione non corporativa e perciò interessante.
Ma dei determinanti politici della salute, che pur SIMM ha segnato non si é occupato nessuno.
Ci sono partiti in parlamento e altri che in parlamento non sono più ma non esitano ad accodarsi a movimenti se possono dar loro visibilità che hanno mantenuto un silenzio privo di qualsiasi dignità.
E anche la società (in)civile ha seguito lo stesso iter.
Domenico Maselli (già parlamentare) ha proposto un comunicato di estremo interesse, ma quali altre voci si sono fatte sentire?
La società cristiana – plurale anche se nella sua maggioranza cattolica – ha proposto qualche comunicato di vertice ma non è riuscita a sollecitare (né probabilmente ha tentato) un coinvolgimento ampio e non becero.
Capiterà che ai fedeli di questa o quella chiesa cristiana venga proposta una citazione biblica, non tanto per stimolare un ragionamento complessivo dove l’impegno civile può incontrarsi con al fede, quanto come alibi per il quieto vivere. E così tutti guarderanno i massacri della vita altrui (e per il momento “solo” della nostra dignità) compunti e rassicurati come un qualsiasi ateo devoto,
Nel testo del Deuteronomio (Antico Testamento) si può leggere al cap. 24 [17] Non lederai il diritto dello straniero e dell'orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova, [18]ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti comando di fare questa cosa.
E, per questa sera, non mi sento di parlare di quel mondo (in)civile organizzato che si coagula in associazioni che, se un tempo sono riuscite a suscitare speranza, ora non ci riescono più.

 
 
STORIE di NOVEMBRE
 
Il 4 novembre 1995 Izaac Rabin veniva assassinato da un fanatico israeliano.
La sua colpa era quella di aver capito che solo la pace poteva garantire la vita del suo paese.
Nel sito della BBC é ancora possibile ritrovare le immagini della storica stretta di mano del 13 settembre 1993
.

Il 9 novembre a Castel Volturno é morta Miriam Makeba, Mama Africa, la donna che, per aver dato voce al ripudio dell’apartheid aveva conosciuto trent’anni di esilio se ne é andata lontano dalla sua terra.
Lo scrittore Roberto Saviano l’ha ricordata così: “a 76 anni, è venuta a cantare persino in un posto che sembra dimenticato da dio, dove persone solerti hanno organizzato un concerto per portare un po' di dignità a una terra in ginocchio”.
collegamenti:  continua, mano, così
 
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giovedì, 06 novembre 2008
NELSON MANDELA E OBAMA
 
Questo è il testo della lettera spedita da Nelson Mandela a
Barack Obama. Credo che questo augurio non ne abbia altro che possa stargli alla pari.
Nelson Mandela ha vinto l’apartheid: Se Obama non pagherà un prezzo alto come quello di Mandela, lo dovrà al primo presidente del Sud Africa


Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri
 
Se qualcuno vuol leggere, integralmente e in italiano, il primo discorso di Obama dopo le elezioni faccia clic qui,
 
DIRITTO ALLA SALUTE
a seguito dei miei diari del 21, 26, 28, 31 ottobre e 3 novembre pubblico un documento di sintesi che mi sembra importante perché aiuta a costruire un quadro complessivo della normativa riguardante gli stranieri in Italia.
La mittente di questo documento ha contestualmente inviato ai destinatari la lettera del Simm che io ho segnalato il 21 ottobre:
 
Cari amici e care amiche,
vi inviamo alcuni aggiornamenti sui recenti sviluppi in ambito immigrazione, in particolare per quel che riguarda l'iter di approvazione del pacchetto sicurezza.
Ecco in breve quale è, allo stato attuale, la situazione delle varie misure previste dal pacchetto sicurezza:
 
1) legge n.125 del 24 luglio 2008, di conversione del decreto legge n.92, ed entrata in vigore il 28 luglio 2008. Con questa legge sono state introdotte:
 
·                       l'espulsione per i cittadini extracomunitari e l'allontanamento per quelli comunitari che sono condannati ad almeno due anni di reclusione;
·                       l'introduzione della permanenza irregolare sul territorio fra le circostanze aggravanti in caso di reato;
·                       la reclusione fino a tre anni e la confisca dell'immobile per chi ospita a titolo oneroso uno straniero privo di titolo di soggiorno o gli cede un alloggio, anche in locazione;
·                       la reclusione da sei mesi a tre anni per chi assume stranieri irregolarmente presenti (oltre alla multa di 5000€);
·                       la segnalazione da parte del sindaco alle autorità competenti della presenza di stranieri irregolarmente presenti;
·                       il cambiamento del nome dei Centri di permanenza temporanea
(CPT) in Centri di identificazione ed espulsione (CIE).
 
2)decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 in materia di riconoscimento dello status di rifugiato. Questo decreto, assieme a quelli sul ricongiungimento familiare e sulla circolazione dei cittadini comunitari, ha ottenuto, durante il mese di luglio, l'approvazione da parte delle Commissioni parlamentari. Ad agosto, data la delicatezza della materia, il Consiglio dei Ministri ha deciso di inviare i tre decreti legislativi (su asilo, ricongiungimento familiare e circolazione dei cittadini comunitari) alla Commissione europea per avere un parere riguardo la compatibilità con l'ordinamento comunitario. A fine settembre i decreti legislativi su asilo e sul ricongiungimento familiare sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri e si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In base ai testi che fino ad ora sono stati resi noti, il decreto sul riconoscimento dello status di rifugiato, dovrebbe introdurre:
 
·         ·         una limitazione del diritto di circolazione sul territorio nazionale per i richiedenti asilo;
·         ·         il concetto di manifesta infondatezza della domanda;
·         ·         alcune restrizioni riguardo la possibilità di presentare ricorso verso l'esito negativo della domanda (in alcuni casi si riduce il tempo a disposizione per presentare l'impugnazione, in altri non si concede un permesso di soggiorno nel periodo di attesa del responso);
·         ·         il trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione dei richiedenti asilo che hanno presentato la domanda di asilo dopo aver ottenuto un provvedimento di respingimento alla frontiera o di espulsione.
 
3) decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5 in materia di ricongiungimento familiare. Questo decreto legislativo ha avuto lo stesso iter del decreto legislativo riguardante l'asilo.
In base ai testi disponibili, il decreto dovrebbe introdurre alcune limitazioni per poter richiedere il ricongiungimento familiare, fra cui:
·         ·         il limite minimo di età per il coniuge di diciotto anni;
·         ·         la possibilità di ricongiungersi con i figli maggiorenni (non coniugati) solo in caso di invalidità totale;
·         ·         la possibilità di ricongiungersi con i genitori solo in assenza di altri figli nel paese di origine o, se ultrasessantacinquenni, quando gli altri figli non possono sostenerli per documentati gravi motivi di salute;
·         ·         la possibilità del ricorso all’esame del DNA per l’accertamento del rapporto di parentela, quando manchi la documentazione o sussistono fondati dubbi sulla sua autenticità;
·         ·         la riformulazione, in senso restrittivo, dei parametri di reddito necessari per ottenere il ricongiungimento familiare;
·         ·         la necessità di stipulare un'assicurazione sanitaria per il ricongiungimento con il genitore a carico;
·         ·         l'estensione a sei mesi (dagli attuali tre) del periodo massimo di attesa per il nulla-osta (al termine di questo periodo si può ottenere direttamente nelle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane il visto).
 
4) decreto legislativo per modificare il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 in materia di libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari. La Commissione europea ha bocciato lo schema del decreto inviato dal Governo italiano riguardante la libera circolazione dei cittadini comunitari, ritenendo eccessiva l'espulsione e sufficiente l'invito ad allontanarsi dal paese. Quindi il decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 non verrà modificato.
 
5) Disegno di legge n. 733 – disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Il testo è attualmente in discussione alle Commissioni riunite 1°(Affari Costituzionali) e 2° (Giustizia) del Senato. Fra le disposizioni previste nel disegno di legge sono comprese alcune modifiche della legge n.91 del 1992 sulla cittadinanza italiana (nella parte riguardante l'ottenimento della cittadinanza italiana per matrimonio), l'introduzione del reato di ingresso illegale nel territorio dello stato (punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni), l'estensione del periodo di trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione fino ad un massimo di 18 mesi. Vari emendamenti sono stati proposti al disegno di legge, fra questi desta particolare preoccupazione quello riguardante il diritto all'assistenza medica per le persone non in regola con il titolo di soggiorno. Questo emendamento vuole, fra le altre cose, abrogare il comma 5 dell'art. 35 del Testo Unico sull'Immigrazione, che prevede il diritto per gli stranieri irregolari di accedere alle strutture sanitarie senza essere segnalati alle autorità (se non nei casi in cui sia obbligatorio il referto). Altri emendamenti riguardano l'introduzione del permesso di soggiorno a punti, con un sistema simile a quello della patente che non può, nella sua rigidità, tener conto delle singole e reali situazioni, l'istituzione di un fondo per la prevenzione dei flussi, finanziato in parte da contributi provenienti dalle procedure per il rilascio dei titoli di soggiorno e della cittadinanza, l'obbligo di indire dei referendum popolari prima di autorizzare la realizzazione di luoghi di culto (per le confessioni religiose che non abbiano stipulato intesa con lo Stato) e di campi nomadi, la necessità di essere in possesso di un titolo di soggiorno valido per poter contrarre matrimonio.
 
 
Noi del Servizio Rifugiati e Migranti abbiamo fin da subito espresso perplessità e preoccupazione riguardo buona parte delle novità inserite nel pacchetto sicurezza.
Queste norme partono dal presupposto che ogni straniero senza permesso di soggiorno sia un criminale e sembrano voler ignorare la rigidità del sistema per l'ingresso in Italia, che non permette di convertire i titoli di soggiorno e di sanare le situazioni di irregolarità.
Se l'obiettivo prioritario vuole essere quello di prevenire la presenza irregolare sul territorio, è necessario, come suggeriamo da tempo, prevedere l'introduzione di strumenti diversificati, come l'apertura di ulteriori canali regolari di ingresso per motivi di lavoro o la revisione dell'iter burocratico per i rinnovi e la conversione dei permessi di soggiorno. Inoltre riteniamo sia importante favorire, invece che ostacolare, il diritto al ricongiungimento familiare, riconoscendone così il valore fondamentale nel percorso di integrazione e di convivenza.
Le misure inserite nel pacchetto sicurezza sono invece destinate, a nostro avviso, a contribuire alla creazione di sempre maggiori situazioni di marginalità ed esclusione sociale.
 
Sperando che questo piccolo report vi possa essere utile, rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda o problema.
Un caro saluto,
Patrizia Toss Servizio Rifugiati e Migranti
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
via Firenze, 38 00185 Roma
tel.  06/48905101    fax: 06/48916959
e-mail srm@fcei.it - patrizia.toss@fcei.it
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lunedì, 03 novembre 2008
LETTERA AI SENATORI
Il 31 ottobre ho scritto una lettera personale al presidente dell’Ordine dei Medici della mia città perché avevo constatato il totale disinteresse dimostrato da tutte le forze politiche sul problema delle cure agli stranieri privi di permesso di soggiorno. Unica voce attiva la Lega Nord, con azioni finalizzate a devastare diritti e creare danni anche agli autoctoni.
Altro non potevo fare perché non sapevo a chi rivolgermi e ho scelto la voce localmente più autorevole nell’ambito della professione medica.
Oggi sono riuscita a scaricare dall’utilissimo sito www.simmweb.it il testo della lettera che trascrivo di seguito.
Spero che qualche senatore, che non condivide gli obiettivi della Lega, la legga e dia un qualche pubblico segno di vita.
Non si muovono i partiti?  Credo che una questione di questo tipo impegni anche a prese di posizioni secondo coscienza e aspetto.
La lettera, che trascrivo,
si può leggere direttamente qui. 
  augusta

Onorevole Senatore
le organizzazioni che rappresentiamo, Medici senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), nei giorni scorsi hanno segnalato preoccupazione ed allarme per le conseguenze di un’approvazione dell’emendamento 18.0.8 presentato in sede di esame del DDL 733 volto a modificare l’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che disciplina le modalità di accesso alle cure mediche per i cittadini stranieri.
Nel dettaglio, sono previste due
modifiche, al comma 4 e comma 6, e l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione).
Partiamo dal
comma 5, la cui cancellazione è di estrema gravità: esso infatti attualmente prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
Questa disposizione normativa è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l’art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La “logica” della norma non è solo quella di “aiutare/curare l’immigrato irregolare” ma in particolare, come prevede
l’articolo 32 della Costituzione, di tutelare un diritto fondamentale dell’uomo, quale quello alla salute, e l’intera collettività; il rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria, creerebbe una barriera insormontabile per l’accesso e spingerebbe ad una pericolosa “marginalizzazione sanitaria” un fetta della popolazione straniera presente sul territorio.
L’effetto della cancellazione di questo comma vanificherebbe il lavoro fatto negli ultimi 13 anni cheha prodotto importanti successi nell’ambito sanitario tra gli immigrati testimoniato ad esempio dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi in quanto l’utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più “efficiente” in termini di economia sanitaria.
La modifica al
comma 4 introduce un principio di discriminazione economica legando la segnalazione all’autorità competente anche all'impossibilità dello straniero irregolare di partecipare alle spese per la prestazione sanitaria ricevuta, ledendo, anche in questo caso, il principio costituzionale per cui “la Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti” (Art. 32 c.1).
Il
comma 6 sembra invece soltanto un aggiustamento rispetto al mutato quadro delle competenze sanitarie a seguito del processo di devoluzione.
Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:
·        spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
·        incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie parallele al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (rischio di aborti clandestini, gravidanze non tutelate, minori non assistiti, ...);
·        creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
·        avrà ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili a causa dei ritardi negli interventi e la probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
·        produrrà un significativo aumento dei costi in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno significativamente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati;
·        spingerà molti operatori ad una “obiezione di coscienza” per il primato di scelte etiche e deontologiche.
Tali considerazioni sono state condivise sia in ambito scientifico che professionale con significative prese di posizioni, ad esempio, della Società Italiana di Pediatria, dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri.
Per le ragioni sopraesposte, a nome delle nostre organizzazioni, MSF, ASGI e SIMM, le rivolgiamo un sentito appello affinché respinga la citata proposta emendativa all'art. 35 del Dlgs.286/98 e nel contempo ci rendiamo disponibili per ogni eventuale richiesta di chiarimento tecnico-scientifico.

Medici senza Frontiere (MSF) Capo Missione Italia Dr. Antonio Virgilio
Sede italiana: Via Volturno, 58 – 00185 Roma – tel.  06/44703872  -
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI)
Il Presidente Avv. Lorenzo Trucco
Sede legale: Via Gerdil, 7 - 10152 Torino – tel.  01... - www.asgi.it

Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM)
Il Presidente Dr. Salvatore Geraci
Sede: Via Marsala, 103 - 00185 Roma –tel.  06... - www.simmweb.it
 
SEGNALAZIONE
Oggi, nel sito www.simmweb.it potete leggere la sintesi della presentazione del notissimo dossier statistico della Caritas (XVII rapporto sull’immigrazione). Naturalmente la documentazione é direttamente reperibile anche nel sito stesso della Caritas.
Simmweb contiene tra l’altro i presentazione dei
punti salienti del dossier e una scheda ricca di dati significativi.
 
   
postato da: AUG alle ore 09:46 | permalink | commenti (3)
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