Un doppio saluto
Doppio perché per una quindicina di giorni non scriverò nulla; potrò ricominciare solo dopo il16 aprile e perché allora passerò al mio sito web diariealtro.altervista.org.
Apro questa parentesi di lontananza con l’angoscia di chi sa che ricominciando non solo avrà memoria dei vari orrori in corso, ma dovrà registrarne di nuovi.
Fra i tanti segnalo la possibile approvazione del pacchetto sicurezza alla camera dei deputati.
Poche delle mostruosità già approvate in senato hanno avuto il ‘privilegio’ di essere conosciute e di suscitare una reazione dell’opinione pubblica: ricordo tra queste la proposta violazione del segreto professionale dei medici nei confronti degli immigrati irregolari.
Poco nota invece quella che impedirà agli immigrati irregolari di accedere ad atti di stato civile e di registrare i nuovi nati.
Poiché il primo luogo in cui si compirà questo crimine per omissione (non é un termine giuridico ma non so come altrimenti descriverlo) saranno i comuni, mi aspettavo una reazione, analoga a quella dei medici, di sindaci, assessori, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.
Invece nulla.
A Udine, dove vivo, ho provato a interessare oltre ai signori di cui sopra (fra cui ho fatto alcune scelte di persone cui attribuivo competenza e dignità e su cui ora i miei dubbi prevalgono sulla fiducia).
Non c’é stato alcun pubblico segno di attività politico-cerebrale in materia.
Per una verifica diretta della norma che ho ricordato sopra potete andare al sito della camera dei deputati (proposta di legge 2180, articolo 45, comma 1, lettera f: testo criptico, ma penso sia doveroso cercar di capirlo e di prefigurarsene le conseguenze.
Se ne possono trovare informazioni nel mio post del 28 marzo e in quelli là segnalati, nonché in parecchi articoli e segnalazioni di
"Fiora Luzzatto, ex-dirigente dell’Ufficio anagrafe di Isernia, ha scritto in rete:
«Da due secoli i registri di stato civile sono la fotografia della situazione demografica ‘vera’ di un paese.
Gli uffici comunali si occupano semplicemente di verificare [attraverso l’attestato di assistenza al parto] se effettivamente sia nato un bambino. Tutte le circostanze giuridiche e politiche che riguardano i genitori sono irrilevanti.
Ora si vorrebbe trasformare gli ufficiali di stato civile in inquisitori, che verificano i permessi di soggiorno.
Può un paese civile non avere un quadro certo della propria situazione demografica?»"