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sabato, 28 marzo 2009
28 marzo 2009 - Angoscia e vergogna?

In Africa i bambini vengono distrutti dalla fame e dall’AIDS. In Medio Oriente dalle armi. A Scicli (Ragusa) dai cani randagi. Altrove, in un’Italia in irrimediabile odore di Lega Nord, basterà negargli un pezzo di carta fin dalla nascita.
 
Comincio dall’angoscia o dalla vergogna?

Inizialmente ci stanno tutte due. Ho scritto molto nel mio blog ‘diariealtro’ sul problema di cui tratterò ancora e, ne sono certa, ancora ... Sono noiosa?
Forse, ma non squallida come molti responsabili della realtà che ci disonora tutti.
Chi andrà a leggere nel mio sito web 'diariealtro.altervista.org' il mio articolo del 10 marzo 2009 (Siamo tutti mostri?) potrà avere una adeguata descrizione di un fenomen0 che non avrei saputo immaginare da me: l’impossibilità per gli stranieri privi di permesso di soggiorno di riconoscere i propri figli.
Questo fenomeno é stato soffocato dentro uno più noto: l’offerta ai medici di farsi delatori dei propri pazienti per identificare i sans papier al momento della necessità delle cure (ivi comprese quelle relative alla maternità e quelle dovute ai bambini).
I medici hanno dignitosamente e apertamente protestato (guardate
qui) e in molti hanno creduto (o finto di credere?) che il silenzio dei medici avrebbe risolto tutto.
Certamente non é vero e non potrà risolvere per nulla lo scippo dall’anagrafe dei bambini che si vuole vengano al mondo in veste di fantasmi.
Io pensavo a una rivolta dell’opinione pubblica o, almeno, dei sindaci e invece niente o quasi, almeno a Udine dove vivo.
Attendono che il parlamento si pronunci e poi eseguiranno.
Così ho scritto al sindaco e qualche assessore ... signori votati al silenzio.
(Si veda, sempre nelk sito web:
15 marzo 2009 - Ci stiamo organizzando per creare i bambini fantasma).
E così la vergogna per avere amministratori irresponsabili (non si permettano di venirmi a chiedere un voto alle prossime elezioni, se mai il regime venturo e molto prossimo ci lascerà ancora il diritto di voto) diventa l’angoscia del non poter far nulla.

Altrove invece...

La determinazione distruggere i bambini non trova spazio solo in Italia.
Quando nel 2003 arrivai a Betlemme, per un soggiorno che sarebbe durato qualche mese, i muri della cittadina erano coperti da manifesti con le fotografie di una bambina che era stata assassinata qualche mese prima,
Sei anni fa, in marzo, si trovava “nell’auto dei genitori, di ritorno a casa dopo una visita di famiglia, quando i soldati colpirono la macchina con una raffica di proiettili. Aveva 12 anni al tempo della sua morte”. Così ne scrisse il 20 ottobre 2004 un bravo giornalista israeliano, Gideon Levy (Uccidere i bambini non è più una faccenda tanto importante. Haaretz Domenica 17 ottobre 2004 Cheshvan 2, 5765).La chiamò Kristen Saada, io la conoscevo come Christine e per me resta l’icona di tutti i bambini eliminati, di qua o di là, dentro quello e ogni altro confine.
Due anni dopo tornai e cercai la “mia” Christine ma di quei manifesti restava qualche residuo brandello e mi chiedevo se fossero tutto quello che rimaneva del ricordo di lei, piccola vittima di una delle tante morti che, ovunque avvengano, sono senza senso. Ma alzando gli occhi nella preziosa bottega del signor Jacaman (che mi preparava il caffè macinato con la giusta dose di cardamomo) scorsi la fotografia della piccola, in alto, perché le merci che arrivavano quasi al soffitto non la nascondessero. Scoprii che il signor Jacaman le era parente e ne parlammo per un po’.
Nessuno di noi due ebbe il coraggio di dire “fino a quando?”. Per Christine e per tante bambine e bambini come lei un “quando”
non era e non è più pronunciabile se non al passato.
 
Di nuovo Christine e non solo lei

Lucia Cuocci del mensile Confronti, con cui ho condiviso esperienze israelo palestinese, ha ristrovato la mamma di Christine e l’ha messa in virtuale
colloquio con la mamma di Agai, un ragazzo israeliano ucciso da terroristi palestinesi.
Il colloquio a distanza fra le due donne ci rivela che la condivisione del dolore può farsi relazione capace di suscitare speranza.
Le due donne fanno parte dell’organizzazione
Parents Circle Family Forum (che Lucia conosce bene), dove persone colpite da un lutto si incontrano con il nemico per realizzare, come e dove possono, qualche passo per costruire la pace.
In Italia, a Udine molte persone con cui ne ho parlato alzano le spalle e dicono “ma sono realtà piccole! Occorre ben altro!”.
E’ vero occorre molto di più, ma intanto ci si costruisce l’alibi che consente il lusso di burlarsi anche di chi é capace, nonostante tutto, di sperare. La prima condizione per costruire un possibile futuro.
E’ l’alibi che serve al sindaco, agli amministratori tutti della città dove mi é capitato di nascere e vivere (e non solo a loro) per affrontare con disinvoltura e senza vergogna l’ipotesi di farsi produttori di bambini fantasma, appena un parlamento senza decenza e senza pudore glielo consentirà.
Sarà il prezzo dell’affettuosa alleanza del Pdl (ivi compresa la fu An) con la Lega Nord. Ma davvero tanto legame ha bisogno anche di vittime sacrificali? Si rendono conto questi individui che non occorre abbandonare i bambini ai cani randagi (come a Scicli, Ragusa) per distruggerli? Basta distruggerne il legame con la madre, con i genitori. E’ sufficiente un pezzo di
carta. Il sangue non si vede e gli italiani, come sempre brava gente, staranno buoni: parlamentari, sindaci, cittadini tutti, persino papi e vescovi – altrimenti loquaci- non troveranno nulla da dire.
 
 
Dei medici invitati, o comandati che siano, a violare il segreto professionale umiliato a discrimine etnico e poi della negazione dei genitori naturali ai bambini burocraticamente discriminati ho scritto finora 27 volte, lo scorso anno il 21, 26, 28, 31 ottobre, 3, 6, 11, 14, 19, 21, 24 novembre e l’1, 2 e 16 dicembre.
Nel 2009 il 3, 4, 6, 15, 25, 29 gennaio, il 6 e 19 febbraio e l’1, 8, 10, 11, 15, 16 e 21 marzo.
 
postato da: AUG alle ore 09:19 | permalink | commenti (3)
Commenti
#1    28 Marzo 2009 - 09:51
 
"organizzazione Parents Circle Family Forum (che Lucia conosce bene), dove persone colpite da un lutto si incontrano con il nemico per realizzare, come e dove possono, qualche passo per costruire la pace."
E' una cosa molto bella e coraggiosa, mi piacerebbe saperne di piu
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#2    28 Marzo 2009 - 09:59
 
Grazie Lino.
Appena avrò tempo raccoglierò quanto ne ho scritto (durante i viaggi organizzati da Confronti io li ho incontrati più volte) in italiano e te lo girerò.
Intanto ti segnalo il volumetto "Per mano", edito da Una città (Forlì - unacitta@unacitta.it - www.unacitta.it). Troverai parecchie interviste ad ebrei e palsetinesi.
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#3    28 Marzo 2009 - 10:06
 
grazie molte, cerchero questo volumetto.E, da adesso, apriro una sezione sul mio sito www.linodigianni.it dedicata alle questioni dei bambini fantasma, della denuncia dei medici.
Ti segnalo che alcune scuole per stranieri ,a Torino, non accettano piu adulti senza permesso di soggiorno ai corsi di italiano
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categoria:donne, guerra conflitti e violenze, stranieri in italia, diari di augusta