Appello Urgente dal sito www.ildialogo.org 14 gennaio 2007
Ancora carcere per Hadas Amit, 19 anni, obiettrice di coscienza israeliana
di Dino Barberini
Hadas Amit doveva uscire di prigione ieri l’altro, 9 c. m., dalla prigione militare n° 400, ma è stata condannata per la terza volta, e i tempi della sua liberazione sono stati allungati al 23 gennaio prossimo ( più 7 giorni di libertà vigilata). É difficile prevedere cosa succederà il 23 gennaio. Certamente Hadas Amit non tradirà i suoi principi così espressi davanti alla corte militare: "/A essere reclutata nell’esercito, sarebbe da tutti i punti di vista in assoluto contrasto con le mie convinzioni e la mia maniera di vivere, poiché la violenza, l’uccidere, il nazionalismo e il vandalismo non ne fanno parte. Ogni stato, e quello di Israele compreso, deve impegnarsi ad agire solo con mezzi pacifici e, anche se attaccato, a non rispondere al fuoco. In ogni situazione, non esclusa quella di Israele, è errato sostenere una forza militare addestrata per la guerra e a uccidere - questo è fondamentalmente contrario al perseguimento della pace e della coesistenza con i nostri vicini in Medio Oriente/".
Del suo caso si è anche interessata, tra gli altri, Amnesty International
http://web.amnesty.org/pages/isr-action-co
Per la legge internazionale (*Patto internazionale sui diritti civili e politici*, firmato da Israele il 18 dicembre 1966 e e ratificato il 3 ottobre 1991) è obiettore di coscienza chi si rifiuta di svolgere il servizio militare obbligatorio, sia in tempo di pace che, soprattutto, in tempo di guerra, in quanto l’assolvimento del servizio può comportare l’uccisione di altre persone in battaglia.
Il sostegno a Hadas Amit è quindi sia l’aiuto a una persona illegalmente sottoposta a violenza, sia un contributo perché sia garantito anche in Israele un diritto umano fondamentale come l’obiezione di coscienza alla guerra - e termini l’attuale stato di ricatto violento nei confronti di tutta la popolazione di quel paese. Non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra. É una questione di civiltà giuridica, che massimamente deve interessare uno Stato (assurdamente! quello non è territorio appartenente in alcun modo all’Europa) candidato a entrare nella UE.
New Profile, l’organizzazione umanitaria israeliana che segnala il caso, suggerisce:
- di mandarle messaggi di solidarietà e incoraggiamento con l’ email della famiglia amitdrch@gmail.com che provvederà a darli a Hadas in occasione delle visite in carcere. Il messaggio può essere semplicemente così concepito. OGGETTO: All my [/our/ in caso di più firmatari] support and solidarity. TESTO: Dear Hadar, I [we] are near you writing to the Israelian authorities for your immediate liberation. Ciao [Cara Hadar, ti siamo vicini e abbiamo scritto alle autorità israeliane per la tua immediata liberazione. Ciao];
- mandare preferibilmente lettere di protesta [allegati testi inglese e italiano], soprattutto via fax a
Mr. Amir Peretz,
Minister of Defence,
Ministry of Defence,
37 Kaplan St.,
Tel-Aviv 61909, Israel
Fax: ++972-3-696-27-57 / ++972-3-691-69-40 / ++972-3-691-79-15
altrimenti agli indirizzi di posta elettronica sar@mod.gov.il sar@mod.gov.il or pniot@mod.gov.il.
É anche possibile sottoscrivere un appello a http://www.wri-irg.org/co/alerts/20061218a.html .
L’appello ricalca il testo della lettera.
Altre forme di intervento a http://www.newprofile.org/showdata.asp?pid=1174 .
Cordialmente, Dino Barberini
Allegato
Mr. Amir Peretz,
Israeli Minister of Defence
Dear Mr. Peretz,
It has come to my [our] attention that Hadas Amit, Military ID 6175691, a conscientious objector, has been imprisoned for her refusal to perform military service, and is held in Military Prison No. 400.
The imprisonment of conscientious objectors such as Hadas Amit is a violation of international law, of basic human rights and of plain morals. The repeated imprisonment of conscientious objectors is an especially grave offence, as it means sentencing a person more than once for the same offence, and has been judged by the UN Working Group on Arbitrary Detention to constitute a clear case arbitrary detention.
Moreover, Hadas Amit’s imprisonment comes after she had to undergo a degrading and unfair hearing procedure by a military committee, naturally biased against her as a conscientious objector, and doubly biased against her as a woman conscientious objector. Enacting such a procedure is in its own right a violation of the basic standards of fairness.
I [we] therefore call for the immediate and unconditional release from prison of Hadas Amit, without threat of further imprisonment in the future, and urge you and the system you are heading to respect the dignity and person of conscientious objectors, indeed of all human beings, in the future.
Sincerely,
Sig. Amir Peretz,
Ministro della Difesa di Israele
Caro Signor Peretz,
Sono [Siamo] venuto [i] a conoscenza che Hamas Amit , matricola militare 6175691, obiettrice di coscienza, è stata imprigionata per il suo rifiuto di prestare servizio militare, ed è tenuta nella prigione militare n° 400.
L’imprigionamento di obiettori di coscienza come Hadas Amit è una violazione della legge internazionale, ed è fondamentalmente immorale dal punto di vista dei diritti umani basilari. Il ripetuto imprigionamento di obiettori di coscienza è un reato particolarmente grave, poiché significa condannare una persona più di una volta per lo stesso reato, ed è stato giudicato dal Gruppo di lavoro dell’Onu sulla Detenzione arbitraria un evidente caso di detenzione arbitraria.
Per di più, l’imprigionamento di Hadas Amit è venuto dopo essere stata sottoposta a un degradante giudizio viziato da una scorretta procedura, doppiamente influenzata negativamente contro di lei come donna e come obiettrice di coscienza. Una tale procedura rappresenta una violazione degli standard basilari di imparzialità della legge.
Mi appello [ci appelliamo] perciò a lei per la liberazione immediata e incondizionale di Hadas Amit, senza rischio di ulteriori inprigionamenti nel futuro, e la sollecito [sollecitiamo] a rispettare nel futuro la dignità e la persona degli obiettori di coscienza, al pari di tutti gli esseri umani.
Sinceramente,
[nome/i, cognome/i, Cap, Città, Nazione]
Domenica, 14 gennaio 2007
Anni fa mi sono costantemente interessata al problema dei refusnik di Israele.
Avevo allora contatto con una persona che si dedicava a queste ricerche, fornendo notizie che cercavo di rilanciare. Poi questa persona ha smesso e io mi sono dedicata ad altre ricerche (ultima quella stranieri, sposi di palestinesi cacciati/e “legalmente” dalla loro terra).
Purtroppo queste ricerche, date le “lacune volontarie” (posso dire così?), dei nostri mezzi di informazione richiedono moltissimo tempo per trovare, verificare e spesso tradurre le notizie.
Ho trovato questo appello sul ricco sito citato in premessa e la riporto con molta convinzione, tanto più che correttamente viene citata l’organizzazione israeliana che lo ha diffuso (alla faccia di chi, ovunque collocato, ama giocare ai cow boy buoni da una parte e specularmente cattivi dall’altra).
Chi volesse conoscere la fonte originaria può andare a http://www.newprofile.org/
augusta
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