MODIFICHE COSTITUZIONALI PROSSIME VENTURE
Dice l’Art. 3. della Costituzione ancora in vigore:
”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Presto suonerà più o meno così, aggiungendo la frase che ho immaginato, o altra analoga, dopo la parola sociali
”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali... salvo le deroghe previste per legge in dipendenza di volontà razziste e xenofobe, espresse e condivise anche occultamente”
Cari amici,
mi spiace annoiarvi con le mie lettere, ma ho tentato invano il riferimento alle forze politiche a livello locale e ho scritto a referenti istituzionali di cui ho constatato e constato l’indifferenza al fatto che, se passerà anche alla Camera il pacchetto sicurezza, i Sindaci gestiranno un’anagrafe ad accesso limitato e tale limite produrrà apolidi. (*)
Non basta dire che non vogliamo il razzismo: é necessario- secondo me- identificarne i modi e i luoghi-
Scriverò anche sul mio diariealtro.splinder.com, ma conservo la speranza che alcuni di voi abbiano autorevolezza per far capire al sindaco di Udine (che, data la mia residenza é il mio primo referente), ai sindaci tutti quello di cui si renderanno silenti responsabili (insieme a tutti noi dato che viviamo ancora in un sistema democratico, anche se minacciato)
Per illustrare il problema riporto di seguito la sintesi che ne fa l’Associazione Studi Giuridici Immigrazione
“L'ASGI inoltre sottolinea che la norma ora in discussione alla Camera impedirebbe, se approvata, l' effettuazione delle pubblicazioni matrimoniali e la registrazione del matrimonio, combinandosi con l'altra normativa contenuta nel ddl che richiede i documenti di soggiorno ai fini delle pubblicazioni matrimoniali da parte dello straniero”. (**)
“Figli di nessuno. Contrariamente all’eccezione prevista dalla disciplina attuale, per «gli atti di stato civile» e per l’«accesso ai pubblici servizi» gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (art.45, comma 1, lettera ”f” del disegno di legge). I figli dei clandestini non potrebbero essere denunciati, sarebbero dei figli di nessuno, non riconsegnabili alla madre, immediatamente adottabili, a rischio di commercio e sfruttamento. Nemmeno i certificati di morte sarebbero possibili, e ai parenti verrebbe negato il risarcimento per eventuali morti sul lavoro con violazione delle norme sulla sicurezza.” (***)
Trascrivo infine una pagina del bollettino dell’Ordine dei medici della provincia di Udine che ci ricorda la violazione del segreto professionale a discriminante etnica, minaccia su cui c’é stata reazione:
Cento deputati del Pdl chiedono al premier Silvio Berlusconi di non porre la fiducia sul ddl sicurezza perché nel provvedimento sono contenute "norme inaccettabili", come quella che obbliga i medici, "ma anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici" a denunciare gli immigrati clandestini La richiesta e' contenuta in una lettera inviata al presidente del Consiglio e diffusa da Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia. "Ti chiediamo – si legge nella lettera inviata a Silvio Berlusconi - di non porre la fiducia sul disegno di legge 2180. In esso sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili e che necessitano di indispensabili correzioni.
Cento deputati del Pdl chiedono al premier Silvio Berlusconi di non porre la fiducia sul ddl sicurezza perché nel provvedimento sono contenute "norme inaccettabili", come quella che obbliga i medici, "ma anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici" a denunciare gli immigrati clandestini La richiesta e' contenuta in una lettera inviata al presidente del Consiglio e diffusa da Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia. "Ti chiediamo – si legge nella lettera inviata a Silvio Berlusconi - di non porre la fiducia sul disegno di legge 2180. In esso sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili e che necessitano di indispensabili correzioni.
Siamo certi che ne converrai anche tu, quando potrai renderti conto di come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell'infanzia e della maternità. Si sostiene che questo ddl non obblighi il medico a denunciare l'immigrato clandestino che si presenti per essere curato ai posti di pronto soccorso, in ospedale o nei centri di vaccinazione. Non è così. Anzi - scrivono i firmatari della lettera - l'obbligo di denuncia potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici". Secondo i 100 deputati l'introduzione in sede penale del reato di clandestinità, come previsto dal ddl sicurezza, "impone infatti a medici e insegnanti l'obbligo di denuncia, così che il loro comportamento non ricada sotto i rigori degli articoli 361 e 362 del Codice penale, trattanti il reato di omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Sarebbe - prosegue la lettera - una vera e propria trappola per bambini, da attirare con l'obbligo dell'istruzione, così da individuarli e colpirli proprio con la mano del medico o dell'educatore.
Il risultato sarebbe l'esclusione da qualsiasi rapporto educativo e da qualsiasi cura medica soprattutto di bambini e donne in gravidanza, con conseguente rischio sanitario non solo per loro ma per tutti noi, e un regresso spaventoso in fatto di civiltà del nostro Paese.
Tutto questo - conclude la lettera - va contro la nostra e crediamo la tua coscienza. Porre la fiducia mantenendo queste gravissime disposizioni sarebbe un errore imperdonabile. Ti chiediamo di dare la possibilità a noi parlamentari di rimettere mano a queste norme offensive per i valori che anche tu professi". (****)
(* Per chi volesse leggere l’intero pacchetto, eccone l’indirizzo: http://www.cittadinolex.kataweb.it/
article_view.jsp?idArt=87820&idCat=75 )
(** Per chi volesse leggere l’intero documento ne segnalo l’indirizzo: http://www.asgi.it/index.php?page=nws.home&idint=
cn09031300 )
(*** Per chi volesse leggere l’intero articolo ne segnalo l’indirizzo http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=15937&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez )
(**** Fonte: NOTIZIE NEW - N. 9/2009
Supplemento informatico al periodico bimensile di informazione “ Notizie ”
Supplemento informatico al periodico bimensile di informazione “ Notizie ”
Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Udine)
Grazie per l’attenzione
Augusta
Vi ho trascritto la lettera che ho inviato ad alcuni amici sperando che abbiano l’autorevolezza di influire su sindaci che si lasciano scippare il governo dell’anagrafe, accettando così pacificamente l’inserimento di una cancellazione di nuovi nati, da pensarli addormentati fra le rassicuranti braccia di Alessandra Mussolini, cui hanno lasciato parola.
E si tratta –in questo caso- di rispettabile, ma non sostitutiva, parola.
In altri casi, signori, avete cercato di farvi sentire, persino indossando la fascia tricolore e vi siete presentati a Roma. Perché questa volta no?
Voglio ancora sottolineare che – se é opportuno talvolta dare un’occhiata alla storia- non possiamo dimenticare che il primo articolo delle prime leggi razziste italiane (quelle del 1938) così diceva: “Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo”. (Decreto-Legge 17 novembre 1938-XVII, n.1728 “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”)
Le vecchie norme entravano quindi direttamente con i piedi nel piatto e lo facevano in modo trasparente.
Oggi al matrimonio aggiungiamo l’impossibilità di riconoscere i figli.
E si tratta –in questo caso- di rispettabile, ma non sostitutiva, parola.
In altri casi, signori, avete cercato di farvi sentire, persino indossando la fascia tricolore e vi siete presentati a Roma. Perché questa volta no?
Voglio ancora sottolineare che – se é opportuno talvolta dare un’occhiata alla storia- non possiamo dimenticare che il primo articolo delle prime leggi razziste italiane (quelle del 1938) così diceva: “Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo”. (Decreto-Legge 17 novembre 1938-XVII, n.1728 “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”)
Le vecchie norme entravano quindi direttamente con i piedi nel piatto e lo facevano in modo trasparente.
Oggi al matrimonio aggiungiamo l’impossibilità di riconoscere i figli.
E mi fermo qui augusta
collegamenti: pacchetto; sintesi; messaggero; decreto-legge
postato da: AUG alle ore 09:36 | permalink | commenti
categoria:segnalazioni da altri blog, stranieri in italia, diari di augusta
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